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Area inquinata: nei guai la società di raccolta rifiuti nel vesuviano

Sequestrato uno spazio di 850 metri quadri alla “L'igiene urbana” che si occupa della raccolta a Sant'Antonio Abate

Questa mattina i carabinieri forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Napoli, in esecuzione del decreto di sequestro preventivo, per reati urbanistici ed ambientali, emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, hanno proceduto al sequestro di un'area di circa 850 metri quadri. Si tratta del sito di via Lenze a Sant'Antonio Abate, gestita dalla società "L'igiene Urbana S.r.l.", affidataria del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti urbani comunali. Le indagini, coordinate dalla procura di Torre Annunziata, hanno permesso di raccogliere un grave quadro indiziario nei confronti del rappresentante della  società per i reati di cambio non autorizzato di destinazione d'uso, reato paesaggistico e smaltimento illecito di rifiuti.

In particolare, gli accertamenti tecnici hanno consentito di appurare che l'area sottoposta a sequestro, sebbene avente destinazione agricola e di particolare rilevanza paesaggistica e ambientale, veniva utilizzata dalla società come area di parcheggio continuativo degli automezzi aziendali in violazione della disciplina urbanistica di settore e dei divieti imposti dal Testo Unico Ambientale, determinando, di fatto, anche un pericolo concreto di inquinamento della zona interessata. Inoltre, i risultati degli accertamenti investigativi hanno consentito di rilevare la presenza di percolamento derivante dagli autocarri destinati alla raccolta dei rifiuti e degli olii provenienti dai sistemi idraulici e meccanici degli stessi automezzi in manovra e in sosta continua.

L'area era del tutto inadeguata come parcheggio, essendo sprovvista delle caditoie grigliate per la captazione delle acque di piazzale, nonché per la presenza di veicoli fuori uso e di rifiuti di varia natura quali mattoni, calcinacci, materiale plastico e tubazioni metalliche. In esecuzione del decreto di sequestro preventivo è stato disposto lo sgombero degli automezzi e dei veicoli presenti. Il sequestro preventivo dell'area si è reso necessario al fine di inibire la protrazione dei reati accertati e l'aggravamento delle conseguenze degli stessi nonché, come ritenuto dal Giudice delle indagini preliminari, di far cessare la persistente e notevole lesione dell'ordinato sviluppo urbanistico del territorio. 

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