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Sequestrato laboratorio di marmi abusivo: dichiarato dismesso, era ancora attivo

Chiuso ufficialmente da 4 anni, continuava ad operare. Decine e decine di metri cubi di scarti di marmo, polveri e fanghi trovati sia all'interno che all'esterno, su suolo pubblico. Denunciato il titolare, sorpreso a depositarne altri

Nell’ambito delle attività di controllo finalizzate a prevenire e reprimere ogni illegalità in materia ambientale, gli agenti della Tutela Ambientale hanno scoperto, in via della Mongolfiera, su di un area di oltre 800 mq, una fabbrica per la lavorazione di marmi e graniti che, dopo aver fiscalmente ed ufficialmente "chiuso i battenti" da quattro anni, continuava regolarmente ad operare, in locali fatiscenti ed in condizioni proibitive dal punto di vista di tutela dell’ambiente.

Decine e decine di metri cubi di rifiuti composti da scarti di marmo (c.d. marmettola), polveri e fanghi di lavorazione sono stati rinvenuti all’interno della fabbrica dichiarata dismessa, oltre 20 metri cubi di analoghi rifiuti rinvenuti immediatamente all’esterno dell’area depositati sul suolo pubblico e, proprio mentre si interveniva, veniva sorpreso il "titolare" dell’attività a depositarne ancora.

L’intera fabbrica, unitamente alle attrezzature, è stata sottoposta a sequestro giudiziario ed il titolare dell’azienda, proprietario anche dell’intera area, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria. Sono stati informati gli uffici dell’Intendenza di Finanza per accertare l’eventuale evasione fiscale maturata dalla fabbrica "dismessa".

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