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Gambizzato al Vasto, il racconto di Elhadji: "Salvato dal cellulare: ha 'parato' il secondo colpo"

 

Elhadji Diebel è provato, ma ricorda perfettamente la dinamica dell'agguato, avvenuto in via Milano, la sera del 2 agosto. "Un colpo di pistola mi ha spaccato il femore destro, l'altro colpo è stato bloccato dal cellulare, altrimenti ora avrei due gambe rotte". Elhadji ha il permesso di soggiorno e un lavoro, da ambulante in un mercato del Vasto. E' di quegli immigrati che vengono definiti dalla legge come "regolari". Non gli è bastato questo per scampare l'ennesimo episodio di violenza ai danni di un immigrato. Elhadji è senegalese, ha 32 anni, da 7 vive in Italia. Ora è nel reparto di Ortopedia, al primo piano dell'Ospedale Loreto Mare, con un femore frantumato da un colpo di pistola. 

"Ero uscito per andare a ristorante - racconta - ed ero in strada con gli amici. Improvvisamente sono arrivati questi ragazzi di 22-23 anni in motorino e senza avvertimenti hanno sparato. Io sono stato colpito, i miei amici sono riusciti a scappare".

Sul movente dell'agguato, il ragazzo non ha le idee chiare: "Non ho mai visto nulla del genere. Sparare senza dire nulla e andare via. Razzismo? Forse, non ho altre spiegazioni. Però, io non ho mai avuto problemi con nessuno, né italiani né stranieri". Diebel dovrebbe essere operato el pomeriggio. In questo momento, la sua stanza è piantonata da agenti della polizia. Al vaglio degli inquirenti tutte le possibilità, che vanno dall'episodio di razzismo, a una rappresaglia per il controllo della zona della quale Elhadji  Diebel sarebbe vittima innocente. 

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