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Scuola chiuse, la preside controcorrente: "E' l'unica soluzione"

Valeria Pirone, dirigente della Vittorino da Feltre di San Giovanni a Teduccio: "Classi e corpo docente decimati dal Covid: impossibile andare avanti in questo modo. Viviamo in un periodo storico di emergenza e vanno prese scelte difficili"

 

Se un pezzo del popolo della scuola protesta contro la chiusura delle scuole, un altra parte tira un sospiro di sollievo. C'è chi lo fa ma non lo dice, mentre Valeria Pirone, presidente dell'Istituto comprensivo Vittorino da Feltre di San Giovanni a Teduccio, periferia Est di Napoli, ci mette la faccia. 

"E' l'unica soluzione possibile, per quanto lasci a tutti l'amaro in bocca. Mentre alcuni miei colleghi erano in piazza a protestare, nella mia scuola abbiamo dato l'ooprtunità di seguire le lezioni a distanza a tutti i nostri alunni. Purtroppo, andare avanti in queste condizioni era impossibile. Ho classi e corpo docente decimati dal Covid. Il primo contagio lo abbiamo registrato il 5 ottobre e ha coinvolto una classe di 20 bambini. Da quel giorno, abbiamo assistito a un'escalation esponenziale e oggi il 25 per cento della popolazione scolastica è in quarantena". 

Non ci sono solo i contagi: "Vanno considerati anche gli isolamenti fiduciari in attesa di tampone, le quarantene di ragazzi che hanno genitori contagiati e ache chi si mette in malattia per paura". Una situazione resa più complessa dalle promesse non mantenute da parte del Governo centrale: "Abevamo chiesto banchi e personale, sia docente che ata. Non abbiamo avuto nulla. I banchi sono arrivati in scuole che non avevano la priorità e non si capisce perché. Per il personale ci hanno messo a disposizione una cifra che non basta neanche per la metà delle nostre esigenze". 

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