Coronavirus, il decreto: scuole chiuse fino al 15, concorsi avanti e partite a porte chiuse

Lo ha annunciato Giuseppe Conte in conferenza stampa. Il premier ha firmato poi in serata firmato il decreto, contenente ulteriori indirizzi per fronteggiare l'emergenza epidemiologica

Giuseppe Conte

Il Governo ha deciso la chiusura di tutte le scuole e degli atenei fino al 15 marzo per fronteggiare l'emergenza epidemiologica del Coronavirus.

La notizia, inizialmente filtrata già in mattinata, è stata confermata dal ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina e dallo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa. Il premier ha spiegato che l'indirizzo del Governo era stato comunque sottoposto al Comitato scientifico, il quale valuterà ancora - successivamente nei prossimi giorni - lo sviluppo della vicenda.

"Abbiamo preso questa decisione - sono le parole del presidente del Consiglio - dopo aver consultato il professor Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di Sanità, lasciando valutare agli esperti come sta evolvendo" la diffusione del virus "e le valutazioni finali". Poi ha concluso: "Torneremo ad aggiornarvi presto - ha concluso - stiamo lavorando alacremente sul dpcm, abbiamo già la bozza pronta".

Stamane era atteso l'ok del Comitato scientifico

A oggi, quindi, le scuole di ogni ordine e grado e le università riapriranno il 16 marzo.
Il decreto relativo alla chiusura è stato firmato in serata, diventando a tutti gli effetti valido dalle 22.40.

Così Gaetano Manfredi, ministro dell'Università e della Ricerca: "Fino al 15 marzo è disposta la sospensione delle attività didattiche e curriculari delle università e delle istituzioni Afam italiane, le quali nell’esercizio della loro autonomia potranno garantire come già avvenuto in molti atenei la formazione con modalità a distanza. Gli Atenei continuano a sviluppare tutte le attività di ricerca e a garantire tutti gli altri servizi agli studenti nel rispetto delle disposizioni del Ministero della Salute".

Le ulteriori indicazioni per contrastare il contagio

Sono sospesi i convegni in cui è coinvolto personale sanitario, sospesi cinema, teatro e spettacoli di qualsiasi natura dove non sia rispettata la distanza di almeno un metro tra gli spettatori, sono sospesi i viaggi d'istruzione, i presidi delle scuole e le università possono attivare le lezioni a distanza, gli accompagnatori dei pazienti non possono permanere nei pronto soccorso, è limitato l'accesso di parenti e visitatori negli ospedali, possono essere applicate le modalità di lavoro agile, si raccomanda a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o immunodepresse di non uscire da casa se non per stretta necessità e di evitare luoghi affollati dove non sia possibile mantenere la distanza di un metro, le aziende di trasporto pubblico devono sanificare i mezzi, chiunque in Italia abbia soggiornato in zone a rischio (identificate dall'Oms o negli 11 comuni dell'area rossa) devo comunicarlo alla Asl, l'isolamento domiciliare deve durare 14 giorni dall'ultima esposizione.

Concorsi e calcio: cosa succede

Il decreto stabilisce che sono sospese attività, eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato. "Resta comunque consentito - spiega il decreto - nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico".

Ok i concorsi: "nello svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche e private sono adottate opportune misure organizzative volte a ridurre i contatti ravvicinati tra i candidati e tali da garantire ai partecipanti la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra di loro".

Tutte le misure sono fino al 3 aprile eccetto quelle per l'istruzione, valide fino al 15 marzo.

L'emergenza Covid-19 in Campania

La task force della Protezione Civile della Regione Campania ha comunicato intanto che nella mattinata di oggi sono stati esaminati in laboratorio, presso il centro di riferimento dell'ospedale Cotugno, 24 tamponi. Quattro di questi sono risultati positivi. Come per tutti gli altri, si attende la conferma ufficiale da parte dell'Istituto Superiore di Sanità.

Il computo totale delle persone risultate positive al Covid-19 nella nostra regione è ora di 35 unità. Nella giornata di martedì 3 marzo sono stati effettuati 42 test, con un totale di 3 tamponi positivi. 

INFETTI IN CAMPANIA SALITI A 38: GLI AGGIORNAMENTI

De Magistris: "Pochi posti letto in terapia intensiva"

"Credo che il tema principale, adesso, non siano tanto le miusure di contenimento, ma il numero di posti letto in terapia intensiva e subintensiva. Sul nostro territorio sono pochi ed anche per questo motivo si diffonde il panico. Il Governo e la Regione investano per garantire sufficienti posti letto, così si placherà anche il panico tra la gente. A Napoli non registriamo ancora nessun caso autoctono e credo che ci sia una preoccupazione eccessiva che sta creando notevoli disagi, non solo economici. Noi, comunque, siamo pronti a sostenere qualsiasi decisione del Governo immediatamente", le parole del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris

Coronavirus, convocata in via d'urgenza seduta Consiglio comunale Napoli

A seguito della Conferenza dei Capigruppo del 2 marzo scorso, e su richiesta del Sindaco de Magistris, il presidente del Consiglio Comunale di Napoli Alessandro Fucito ha convocato in via d’urgenza il Consiglio per venerdì 6 marzo alle ore 10.

Due gli argomenti all’ordine del giorno: “Emergenza Coronavirus e misure di prevenzione adottate” e "Informativa sui tragici avvenimenti di sabato 29 febbraio e domenica 1° marzo 2020 a Napoli".

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