Ordinanza scuole chiuse, le ragioni del Comune di Napoli

Luigi de Magistris ha infatti firmato l'ordinanza che prevede per le giornate del 24, 25 e 26 settembre, la chiusura di tutti gli istituti sede di seggi elettorali per le consultazioni referendarie e le elezioni regionali. I motivi

Il Comune di Napoli ha spiegato, in serata, la decisione di rinviare al prossimo lunedì la riapertura di quelle scuole che siano state sedi elettorali per le amministrative e il referendum del 20 e 21 settembre.

"L’ordinanza con la quale è stata disposta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per le giornate del 24 ,25 e 26 settembre – come si legge nella parte narrativa dell’ordinanza sindacale – trova origine dalla nota dell’ASL Napoli 1 Centro pervenuta all’Amministrazione comunale solo per conoscenza ed acquisita al P.G. n. 602792 del 16/09/2020 con cui ha rappresentato alla Prefettura di Napoli di non poter ultimare le operazioni di disinfezione nella sola giornata del 23 settembre. Inoltre numerosi dirigenti scolastici hanno rappresentato che in assenza dei necessari interventi di igienizzazione post – elettorale non sussistono i presupposti igienico-sanitari per un avvio in sicurezza dell’anno e di conseguenza risulta impossibile rispettare il calendario scolastico regionale che prevede l’inizio delle lezioni per giovedì 24 settembre", scrive Palazzo San Giacomo.

"Sulla base di questa situazione il Sindaco, a tutela della comunità scolastica, ha ordinato la chiusura di  tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado insistenti sul territorio del Comune di Napoli, che hanno ospitato le operazioni elettorali del 20 e 21 settembre 2020, per le ragioni sopra esposte per le giornate del 24, 25 e 26 settembre 2020, al fine di garantire la disinfezione dei locali scolastici e il ripristino degli spazi didattici per consentire l’avvio in sicurezza dell’anno scolastico anche alla luce delle prescrizioni per il contenimento del rischio di contagio da Covid-19".

L'ordinanza

Nel pomeriggio era arrivata la conferma di quanto già nell'aria da alcune ore. Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha infatti firmato l'ordinanza che prevede per le giornate del 24, 25 e 26 settembre, la chiusura di tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado - insistenti sul territorio del Comune di Napoli - che sono stati sede di seggi elettorali per le consultazioni referendarie e le elezioni regionali del 20 e 21 settembre 2020.

L'obiettivo della chiusura è - fa sapere Palazzo San Giacomo - "garantire la disinfezione dei locali scolastici e il ripristino degli spazi didattici per consentire l’avvio in sicurezza dell’anno scolastico anche alla luce delle prescrizioni per il contenimento del rischio di contagio da Covid-19". Probabile la stessa decisione venga presa sull'intero territorio regionale.

La riunione con Asl e Regione

Già stamane era emerso che nel pomeriggio di oggi ci sarebbe stato un incontro per fare il punto della situazione con la Asl, la Regione e con i dirigenti scolastici.  "Nelle scuole sede di seggi ancora oggi sono in corso gli scrutini e da quanto mi è stato riferito nelle scorse ore la Asl, che è impegnata anche in altri campi, potrebbe non essere in grado di garantire la sanificazione in tutti gli istituti. Pertanto è verosimile che ci possa essere uno slittamento a lunedì per aprire le scuole interessate dai seggi tenuto conto che al momento non abbiamo garanzie di sanificazione in 24 ore e viste le giuste preoccupazioni dei dirigenti scolastici'', aveva spiegato il sindaco de Magistris. 

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De Magistris non aveva nascosto fin dal principio le sue "perplessità rispetto alla decisione di far coincidere le elezioni con l'inizio dell'anno scolastico perché era prevedibile che la Asl potesse non farcela a sanificare tutto in 24 ore. È necessario un alto senso di responsabilità collettivo e individuale o la scuola rischia di essere la Waterloo italiana. Rischiamo di consegnare a un'ecatombe generazionale milioni di giovani del Paese. Le elezioni sono importanti ma in una democrazia la scuola vale di più di un'elezione regionale''.

L'incontro per decidere sul rinvio

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