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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Niente ritorno in classe, genitori sul piede di guerra: "Ci rivolgeremo al Governo"

Palra Palmira Pratillo del Coordinamento "Scuole aperte Campania"

Il Presidente della Regione Vincenzo De Luca ha annunciato lo slittamento a fine gennaio per quanto riguarda il ritorno in classe per gli studenti delle scuole elementari e medie. In attesa dell'ordinanza - che dovrebbe attestare il ritorno in DAD - è già partita la protesta dei genitori che, soprattutto via social, stanno esprimendo in queste ore tutto il loro disappunto.

NapoliToday ne ha parlato con Palmira Pratillo del coordinamento "Scuole aperte Campania". "Siamo in attesa dell’ordinanza per poter avere un quadro chiaro, ma qualora dovesse confermare la chiusura delle elementari e medie chiederemo l’intervento del Governo. Poiché la Campania va in una direzione diametralmente opposta rispetto al resto d’Italia e già lo scorso anno ha pagato un prezzo troppo alto in termini di danno didattici e psicofisico per bambini e ragazzi a causa delld decisioni prese dalla Regione e già bocciate più volte dal Tar. Come associazione agiremo in tutte le sedi opportune per ripristinare la legalità nella nostra regione", spiega Palmira Patrillo.

La decisione di rinviare il rientro in classe ha già trovato l'appoggio di diversi sindaci del napoletano e di ben 271 dirigenti scolastici della Campania che si sono dichiarati "incapaci" di poter gestire il momento. Ma per Palmira Pratillo la strada da seguire è una: "Va adottata la stessa soluzione che adottano nel resto d’Italia: applicare il protocollo scolastico nazionale, con tracciamento al tempo 0 e al tempo 5 in caso di positività. Solo i DS campani non sono quindi in grado di farlo?".

Le parole di De Luca

Nella consueta diretta social, De Luca ha spiegato: "In questa condizione credo sia irresponsabile aprire le scuole medie ed elementari il 10 gennaio. Per quello che ci riguarda, credo che non le apriremo. In queste ore stanno lavorando le nostre strutture sanitarie, ci sarà a breve una Unità di Crisi che prenderà atto di questa situazione, in maniera responsabile. Credo che andremo verso la proroga a fine gennaio per la riaperture delle scuole medie ed elementari. Per il resto vedremo di seguire con attenzione la situazione del contagio e dell'epidemia per garantire a presidi, docenti e famiglie il massimo di assistenza sanitaria, al fine di evitare conseguenze più gravi. Dobbiamo fare di tutto per mettere in sicurezza il mondo della scuola. In Campania abbiamo 3000 positivi nell'ambito del personale scolastico e credo 19mila positivi nella fascia che va da 0 a 19 anni.

La percentuale di vaccinazione che registriamo al di sotto delle prime medie è meno del 10%. Aumenta questa percentuale nelle medie superiori, mentre nelle medie inferiori è molto bassa. I sindaci della Campania ci invitano a ritardare la riapertura delle scuole di 2/3 settimane. I presidi ci hanno detto che non sono in condizioni di garantire in sicurezza l'apertura delle scuole in presenza. Siamo in una situazione assurda: i presidi, per motivi di tutela della privacy, non possono sapere chi è vaccinato o meno nell'ambito del personale scolastico.

In questo Paese c'è da impazzire. Le Asl dovrebbero fare in media, nella nostra regione, 3000 tamponi al giorno per accompagnare le autorità scolastiche nel controllo del contagio nelle scuole. Non è possibile. Non ci sono le condizioni minime di sicurezza. Abbiamo già un terzo delle scuole che non sono in condizioni di poter riaprire, per il numero di positivi che ci sono e per le famiglie che decidono autonomamente di non mandare i bambini a scuola. Noi prendiamo atto della situazione, con molto realismo. Ovviamente dobbiamo approfittare di questi 20 giorni per fare un lavoro straordinario sulla campagna di vaccinazione per i bambini più piccoli. Dobbiamo fare uno sforzo eccezionale". 

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