Emergenza ambiente a Marigliano: spunta discarica di amianto

La scoperta è avvenuta durante i lavori dell'impianto fognario in via Spione a Marigliano. Il sindaco promette di spostare i rifiuti in un sito sicuro

L'allarme è scattato durante un normale lavoro di scavo. Siamo a via Spione, Marigliano. I lavori al sito comunale con lo scopo di realizzare il nuovo impianto fognario fanno venire alla luce dell'amianto. E non ci si stupisce poi così tanto visto che proprio lì, per anni, si è svolta attività di rottamazione abusiva. Il sentore di qualcosa di negativo dunque c'era.

Fatto sta che all'improvviso, tra cumuli di terra, sono emerse 2 canne fumarie dismesse di eternit. I residenti, come è ovvio, sono ora sul piede di guerra e hanno immediatamente allertato il comune che è diventato, nel frattempo, proprietario del sito per inadempienze da parte del proprietario. Quest'ultimo, noncurante delle ordinanze e dei divieti di smantellamento, continuava infatti a esercitare la propria attività illegale a ridosso delle abitazioni, nonostante l'obbligo di bonifica.

Adesso però il comune ha dato il via ai lavori per la realizzazione delle fogne e i cittadini, già prima dell'amara scoperta, si erano detti preoccupati soprattutto per la propria salute. Sul posto incriminato, intanto, si è fatta notare la presenza del responsabile dell'Asl Vincenzo Parrella che ha spinto il comune a intervenire al più presto per rimuovere il pericoloso materiale. Da qui, l'attivazione immediata del sindaco Antonio Sodano che ha dato mandato a una ditta specializzata nel settore di raccogliere quei rifiuti speciali e portarli altrove, in un sito sicuro e lontano dai cittadini. A ogni modo, le paure rimangono. Soprattutto quelle legate ad anni e anni di attività illeciti con le relative e possibili conseguenze di rifiuti liquidi sversati nel terreno ove in questi giorni si sta scavando.

Come è stato dimostrato più volte, infatti, anche basse esposizioni a polveri di amianto possono indurre ad ammalarsi soprattutto di tumori polmonari. E c'è anche chi afferma che il comune non doveva e non poteva avviare questo tipo di lavori prima di verificare il sottosuolo. Insomma, non si può scavare dalla mattina alla sera in un sito inquinato. Ma ormai il guaio è fatto.

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Problematiche del genere, comunque, erano già note alla cittadinanza. Solo qualche mese fa, infatti, nei pressi del complesso conventuale di San Vito, era stata riscontrata la presenza di rifiuti pericolosi, frammenti di lastre in cemento ed elettrodomestici di ogni tipo.

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