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Scontri Inter-Napoli, interrogato l'autore dell'audio whatsapp: "Estraneo all'omicidio"

 

Si è presentato spontaneamente nella Questura di Napoli il tifoso autore dell'ormai noto audio whatsapp in cui si fa riferimento a un'aggressione da parte dei napoletani ai danni dei tifosi interisti. "Sono usciti duecento di loro, i abbiamo picchiati, siamo scesi con le mazze di ferro" si sente in questo file mandato in onda da Canale 21. 

"Abbiamo deciso di venire di nostra spontanea volontà per chiarire la posizione - spiga Emilio Coppola, legale del tifoso che al momento vuole restare anonimo - Il mio assistito è estraneo ai fatti, nell'audio fa riferimento a cose che ha sentito dire e a cui non ha partecipato. Soprattutto, abbiamo dimostrato che non può essere la sua l'automobile che ha investito il tifoso interista morto. Ora, abbiamo eliminato l'accusa di omicidio volontario e il mio assistito è indagato solo per concorso in rissa". 

L'uomo è stato interrogato per circa 7 ore e all'uscita è apparso molto provato. L'audio incriminato svela un'altra parte della storia. Non sono stati solo i napoletani, sembra, a subire un'aggressione, così come appurato in un primo momento. "Secondo gli inquirenti - prosegue l'avvocato - dopo l'agguato i napoletani hanno avuto una reazione e hanno aggredito un gruppo di tifosi interisti". Da fonti vicine alla Questura emerge che domani arriveranno gli inquirenti milanesi per effettuare perizie sulla vettura sequestrata a un altro supporter del Napoli.

(Le immagini utilizzate nel servizio sono Ansa)

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