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Sciopero

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Trasporti pubblici, sciopero in programma venerdì 15 maggio

L'Usb denuncia: "La situazione in Campania è in caduta libera. Si rischia quotidianamente la propria incolumità per aggressioni fisiche, e da 8 anni siamo senza contratto"

Si avvicina lo sciopero nazionale del trasporto pubblico in programma venerdì 15 maggio. I lavoratori del tpl incroceranno le braccia per 24 ora anche in Campania contro i provvedimenti del Jobs Act, l'innalzamento dell'età pensionabile per la categoria, le privatizzazioni, quelle che vengono definite "pesanti discriminazioni imposte dal Testo Unico sulla Rappresentanza", il contratto fermo da 8 anni.

"La ripresa delle trattative sul Ccnl tra le associazioni datoriali e CGIL-CISL-UIL-UGL e FAISA CISAL - scrive il sindacato Usb - dalle quali si preannunciano lacrime e sangue per gli autoferrotranvieri, prevede l’ipotesi, da parte del Governo, di un nuovo definanziamento del fondo nazionale di settore per la gestione del trasporto pubblico locale. Si rafforza, inoltre, la volontà del mondo politico di giustificare un nuovo attacco al diritto dell'esercizio di sciopero dei lavoratori del Trasporto Pubblico Locale".

"In una cornice Nazionale di continui tagli e privatizzazioni - va avanti il sindacato - la situazione in Campania è in caduta libera. I lavoratori rischiano quotidianamente per la propria incolumità; le aggressioni fisiche e verbali sono all’ordine del giorno. Da 8 anni i lavoratori del trasporto pubblico locale sono senza contratto, i cittadini pagano per un settore allo sfascio con poche risorse pubbliche".

“Abbiamo il trasporto su gomma che è in condizioni pietose, con delle flotte aziendali tra le più vecchie d’ Italia – spiega Luisa Tudisco del Coordinamento Usb Lavoro Privato - i vagoni della metropolitana assumono sempre più le sembianze di veri e propri carri bestiame, i servizi intermodali rimangono spesso chiusi per manutenzione o per la mancanza di personale". "Tutto questo è inaccettabile. I cittadini – continua Tudisco - sono vittime di continui disservizi, lunghi tempi di attesa alle fermate e di un pessimo comfort di marcia. A fronte di tutto ciò, l’aumento delle tariffe, per il biglietto integrato TIC, ci sembrano del tutto ingiustificate. Lo smantellamento del trasporto pubblico in Italia e in Campania va fermato. La mobilità è un diritto di tutti”.

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