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Sanità, sciopero del 16 dicembre: "Un grido di dolore per la Campania"

La mobilitazione coinvolgerà l'intero comparto, 21 sindacati. Garantiti i servizi di emergenza. I medici lamentano mancanza di personale, di strutture e di attrezzature

Lo sciopero nazionale della sanità, in programma mercoledì 16 dicembre, nella nostra regione "ha un valore diverso", perché "i cittadini campani le cure se le devono pagare di tasca propria". Così Bruno Zuccarelli, segretario regionale del sindacato Anaao Assomed, a proposito della mobilitazione e della sanità regionale. "Le alternative sono due – spiega il sindacalista – essere inseriti in liste d'attesa che durano mesi, o andare al Nord. Ormai siamo veramente alle battute finali".

La mobilitazione – che coinvolge l'intero comparto, 21 sindacati – come spiegato dai medici non bloccherà le attività correlate alle emergenze, "ed è stato indetto non per i diritti dei medici ma per il diritto alla salute dei cittadini".

"Le ultime notizie secondo cui servirà una legge ad hoc per l'infoltimento degli organici sono scoraggianti – ha detto ancora Zuccarelli – dopo lo stop a un emendamento sul tema nella discussione della Legge di Stabilità, vogliono chiudere il Ssn. Non abbiamo segnali d'attenzione, come dimostrano i sei mesi impiegati per nominare il nuovo commissario sanitario regionale, Joseph Polimeni, al quale vanno gli auguri di buon mandato".

"Per la Campania" questo sciopero è "un grido di dolore", spiega Giuseppe Galano, presidente regionale dell'Aaroi – Emac, sindacato degli anestesisti. "Spero che i cittadini si uniscano ai medici contro un piano che sembra fatto per fare il male di tutti".
Le carenze non riguardano soltanto il personale, ma anche i mezzi a disposizione. Luigi Sodano, Sumai, ha spiegato a proposito delle strutture ambulatoriali territoriali: "Sono il più delle volte sono chiuse, non aperte come si dice. Tecnologicamente arretrate, quindi in difficoltà quando si tratta di

Il problema è della Campania più che di altre regioni. Questo perché, come spiega Antonio De Falco segretario regionale Cimo (Confederazione italiana medici ospedalieri), questa "soffre per il mancato ricambio generazionale e per la pesantezza del Piano di rientro. Serve lo sblocco delle assunzioni, speriamo che i cittadini capiscano e appoggino le motivazioni di questo sciopero".

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