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I Cobas: "Oggi i lavoratori in piazza con gli studenti"

Agitazione nazionale. "Salutiamo con soddisfazione la caduta del governo Berlusconi, ma il governo Monti si annuncia altrettanto micidiale". Si parte da Piazza del Gesù

Ci siamo: è la giornata mondiale di lotta degli studenti. Oggi, 17 novembre, prenderanno parte alla mobilitazione anche I Cobas, che insieme alla CUB, confermano lo sciopero dell’intera giornata di tutti i lavoratori/trici dipendenti, al fianco degli studenti.

La protesta è contro la “manovraccia, dopo l’approvazione della quale si è dato vita al governo bipartisan Monti. Come si legge in una nota diffusa proprio dai Cobas, la mobilitazione nasce dal fatto che “il governo Monti, per i programmi e la struttura bipartisan, si annuncia altrettanto (o ancor più) micidiale per gli interessi dei salariati, dei pensionati, dei giovani e in genere di tutti i settori più deboli e disagiati”.

“È un governo che – spiegano ancora dal sindacato -  mette a nudo quanto da anni ripetiamo: il centrosinistra non voleva sostituire Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per intensificarle. Il bipartisan Monti intende potenziare le politiche liberiste, promuovendo la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, anticamera del licenziamento, l’annullamento dei contratti nazionali, l’eliminazione delle pensioni di anzianità e del residuo sistema retributivo, la cancellazione dei referendum di giugno con la privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali, la svendita del patrimonio naturale e artistico e le distruttive Grandi Opere (TAV in primis), confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità e la retribuzione dei docenti in base ai grotteschi quiz Invalsi”.

Ma soprattutto l’appello dei Cobas muove dal fatto che nella manovra non ci sono provvedimenti seriamente rivolti a recuperare soldi dall’evasione fiscale, dalle missioni di guerra e dai benefici della “casta”: “Nella manovraccia la casta bipartisan – denunciano dal sindacato -  non ha inserito neanche un provvedimento che faccia pagare la crisi e il debito a coloro che li hanno provocati. Il 10% degli italiani/e possiede circa il 55% della ricchezza nazionale, almeno 5000 miliardi: basta una tassa dell’ 1% per avere 50 miliardi l’anno. Con una evasione fiscale tra i 300 e i 400 miliardi annui, un taglio, fosse pure del 20%, darebbe altri 70 miliardi. La corruzione nelle strutture pubbliche divora circa 200 miliardi annui: già eliminandola al 20%, otterremmo 40 miliardi: e riducendo le “pensioni d’oro”, cancellando le missioni di guerra e tagliando le spese militari altre decine di miliardi. Tali provvedimenti fornirebbero oltre 200 miliardi annui non solo per aggiustare il bilancio ma per salari e pensioni adeguati, investimenti nell’istruzione e nella sanità, nei servizi sociali, nella tutela del patrimonio naturale ed artistico; per porre fine alla precarietà e garantire un reddito minimo per tutti/e”. A Napoli l’appuntamento è a Piazza del Gesù ed è fissato per le ore 9.

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