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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca Posillipo / Discesa Coroglio

Scarichi a Coroglio: topi ed escrementi in acqua (FOTO)

Dopo il violento temporale che ha colpito Napoli, il collettore di Cala Badessa ha sversato di tutto nel tratto tra mare tra Nisida e la Gaiola

Una enorme chiazza marrone è comparsa nel mare di Napoli, precisamente nel tratto tra Nisida e il Parco della Gaiola. Topi ed escrmenti sono risaliti a galla in una delle acque più pregiate dell'intera Campania. A causare la macchia è lo scarico di Cala Badessa, a Coroglio, che durante il temporale che ha colpito Napoli all'alba ha sversato in mare tutti i liquami delle fogne cittadine. 

gaiola scarichi2-2Non è stato un incidente

Non si tratta di un incidente, purtroppo, bensì del normale funzionamento del collettore. In caso di forti piogge, i livelli di acque nere e bianche nelle condotte può superare quello di guardia e per evitare che esplodano i tombini in città scatta il sistema di 'troppo pieno'. Vuol dire che i liquami, 100 metri cubi al secondo, finiscono direttamente in acqua senza passare per il depuratore di Cuma.

Un fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni, come riportato anche dalla pagina Facebook di Csi Gaiola Onlus, l'associazione che gestisce il Parco sommerso: "Cari amici, puntuale anche oggi a seguito dell'acquazzone di questa mattina c'è stata la fuoriuscita a mare dei reflui provenienti dallo scarico di bypass dell'Impianto di Coroglio. Purtroppo è qualcosa di noto e non si tratta di una anomalia, perchè l'impianto fu progettato per funzionare così. Non vuole dire che non ci si debba indignare per questa macchia che ogni volta offende il mare di Napoli, nel suo cuore, nel suo scrigno di bellezza, cultura e biodiversità".

gaiola scarichi3-2Percolo raddoppio degli scarichi

Come raccontato da NapoliToday in un'inchiesta pubblicata il 1 luglio 2022, invece di correre ai ripari, il Comune di Napoli, il Ministero della Transizione ecologica e Invitalia stanno progettando un secondo scarico fognario a pochi metri da Cala Badessa, nell'ambito della riqualificazione di Bagnoli. Se il progetto dovesse andare il porto, in caso di troppo pieno gli scarichi nel mare di Coroglio, raddoppierebbero, passando da 100 a 190 metri cubi al secondo di liquami. Uno scenario che gli ambientalisti definiscono apocalittico anche in considerazione del fatto che quella fetta di costa è una Zsc, Zona speciale di conservazione, tutelata dall'Europa.

"Ora più che mai - prosegue il comunicato di Csi Gaiola - crediamo che i tempi siano maturi per rivedere radicalmente le scelte del passato e cancellare per sempre questa macchia. Oggi oltre alle risorse economiche del Programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana di Bagnoli c'è l'enorme opportunità dei fondi del PNRR. Invece, le istituzioni vogliono usare i fondi del PRARU di Bagnoli per aprire addirittura un secondo scarico di bypass sempre nella stessa area a pochi metri da quello esistente. Rispetto al passato, sono tante le Associazioni, movimenti cittadini e stakeholders che stanno prendendo coscienza del problema e si stanno mobilitando. Tutti possiamo fare la nostra parte non smettendo di indignarci e iniziando a firmare la petizione contro il secondo scarico di bypass"

Le istituzioni

Probabile che nei prossimi giorni i livelli di colibatteri fecali nel golfo di Napoli schizzino ben oltre i limiti consentiti dalla legge. Non è chiaro, però, se Comune di Napoli, Abc e Arpac riusciranno a coordinarsi per effettuare le analisi e proclamare l'eventuale il divieto di balneazione. Nel frattempo, i cittadini ignari continueranno a farsi il bagno in acque contaminate. Per lunedì 12 settembre è stato fissato un tavolo tecnico a cui dovrebbero partecipare il Comune e l'Abc. Si discuterà del mancato spazzamento della città, che in caso di pioggia aumenta il carico di rifiuti nelle condotte, e delle vasche di contenimento di Pianura. Si tratta di contenitori realizzati per arginare le colate di fango della collina di Camaldoli: un progetto trentennale per cui sono stati spesi milioni di euro senza che siano mai state collaudate.  

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