Cronaca Scampia / Vela Gialla

Scampia: assemblea pubblica per il rilancio del territorio a nord di Napoli

Il Comitato Vele e il Lab. Occupato Insurgencia promuovono un'incontro pubblico. Appuntamento il 4 giugno alle 18 presso la Vela Gialla. "Riqualificazione, infrastrutture, servizi pubblici, bonifiche ambientali"

Comitato Vele Scampia

A Scampia si discute di rilancio del territorio a nord di Napoli.

Il Comitato Vele e il Laboratorio Occupato Insurgencia promuovono una grande assemblea pubblica per discutere della 'liberazione di Scampia e dell'area a nord di Napoli. L'appuntamento è per martedì 4 giugno 2013, alle ore 18 presso il Comitato Vele (vela Gialla).

Le motivazioni e l'appello su facebook: "Il racconto che i media fanno di Napoli molto spesso parte da una rappresentazione di uno dei territori urbani più degradati del mondo. Preferendo notizie tristi ma con effetto spettacolare relativamente al quartiere e a tutta la città.
Effettivamente Scampia è un luogo dai mille disagi gravissimi ma questi non si risolvono tutti leggendoli semplicisticamente come frutto di un'arretratezza endemica delle fasce di popolazione che la abitano e di una lunga distrazione o incapacità di tutte le istituzioni sul tema. Scampia è frutto di un preciso modello di sviluppo che, diffuso in buona parte del mondo occidentale, ha toccato con i suoi lembi anche le città del sud-Italia, creando in maniera ancora più efferata disuguaglianza socio-economica, abusi ambientali, grandi sacche di marginalità.
Questo quartiere è stato progettato volutamente come pattumiera sociale, un luogo verso cui spingere gli strati più poveri della popolazione napoletana, emarginandoli fuori dal campo dei diritti.
Di qui la complicità istituzionale nel crescente fenomeno di inquinamento ambientale di terra ed aria che rende Scampia uno dei posti a più alto tasso di tumori in Europa. Di qui la crudele conformazione architettonica degli alloggi popolari a partire dallo scempio delle “Vele”. Di qui l'inesistenza di un piano finalizzato alla ridistribuzione di lavoro e reddito per i numerosi disoccupati abitanti in loco. Di qui la strada spianata alla camorra: una vera e propria società di capitali che non va banalmente identificata col sottobosco criminale che gli fa da manovalanza, forza dominante che controlla il quartiere tenendolo come base territoriale per l'impresa internazionale che di fatti rappresenta. Di qui l'assenza di ogni investimento in termini di infrastrutture come strade e una rete sufficiente per il trasporto pubblico. Di qui l'eterno racconto di un pezzo di città costretto allo stato di malato terminale.
Tuttavia un quartiere non è fatto solo di strade fatiscenti e di orribili palazzoni ma anche di relazioni sociali. Pertanto non può mai davvero morire. La vera lotta è di liberarlo laddove, come accade per Scampia, è afflitto da un male cronico imposto dall'esterno. All'interno di questo quartiere, nel suo corpo umano e sociale, invece, sono tanti gli anticorpi nonostante le tante contraddizioni. Nell'ultimo decennio almeno, c'è chi ha mostrato di voler risanare questo territorio dal basso, organizzando autonomamente servizi di utilità collettiva, rivendicando i diritti negati, ribellandosi.
Per questo i firmatari di questo appello con esso vogliono rivolgersi a tutte queste realtà che cercano quotidianamente di liberare Scampia dalla morsa che dai suoi primordi gli è stata imposta, invitandole a:
- continuare e migliorare il coordinamento del lavoro per l'emancipazione sociale di questo quartiere, iniziando a condividere non più solo singoli eventi (pur importanti) ma un discorso comune che parli della riqualificazione di Scampia non più come periferia ma come uno dei centri urbani per iniziare proprio da qui a costruire dal basso quella che dovrà essere la metropoli a più centri di Napoli, dimensione essenziale per la rinascita della città;
- porre come una priorità lo sviluppo infrastrutturale di Scampia in termini di risoluzione della questione annosa delle “Vele” (col loro abbattimento e contemporaneamente con la collocazione dei loro abitanti in case dignitose), di manutenzione degli altri alloggi popolari, di ristrutturazione delle strade, di miglioramento ed ampliamento del trasporto pubblico interno al quartiere e per il collegamento col resto della città, contro ogni isolamento e degrado;
- rivendicare una rete di servizi pubblici per la qualità di vita del territorio, valorizzando l'operato di collettività che dal basso si è fatto istituzione per la popolazione locale nel senso di aver funto da riferimento sociale e culturale ma anche implementando l'offerta pubblica di grandi erogatori di servizi come università ed ospedali;
- pretendere la bonifica ambientale dei suoli, intervenendo sulle piaghe aperte in tutta l'area-nord di Napoli dai rifiuti tossici sotterrati, dai roghi di immondizia, dalle discariche a cielo aperto, dalla presenza massiccia di amianto (soprattutto nelle “Vele”);
- reclamare lavoro e reddito per la maggior parte degli abitanti di Scampia che sono afflitti da povertà e disoccupazione.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scampia: assemblea pubblica per il rilancio del territorio a nord di Napoli

NapoliToday è in caricamento