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Mercoledì, 28 Febbraio 2024

Sbarco migranti, tre morti a bordo. Le lacrime dei mediatori: "Troppi ritardi" |VIDEO

La nave See Eye ha concluso a Napoli il suo drammatico viaggio. In 106 sono scesi a terra, ma il viaggio in condizioni meteo avverse ha mietuto vittime

Due salme a bordo, una terza a Messina dove era stata condotta per urgenti cure mediche. E' il tragico bilancio della See Eye, la nave che ha trasportato per quasi quattro giorni 109 migranti, tra cui 35 bambini, salvati da un naufragio prima di ricevere indicazioni su dove sbarcare. 

Oggi, poco prima delle 14, l'arrivo a Napoli. I rifugiati scesi a terra sono 106, perché tre sono morti durante il viaggio. Mamadou Gueye, mediatore culturale, di situazioni drammatiche ne ha viste diverse ma non riesce a trattenere le lacrime: "C'è un bambino che ha perso la sua mamma durante la navigazione, ora cosa gli dirà il papà? Perché ci hanno messo così tanto tempo per farli sbarcare?". Sul molo, ad attendere i migranti anche gruppi di attivisti, tra cui l'equipaggio di terra di Mediterranea Saving Humans e il Comitato migranti e rifugiati di Napoli: "Questi morti hanno dei colpevoli. Sono coloro che non hanno indicato un porto sicuro alla See Eye, così come il diritto internazionale prevede" accusa Laura Marmorale di Mediterranea. 

Sbarco migranti See Eye 4 (Foto Romano/NT)

Questi viaggiatori della speranza sono giunti stremati e infreddoliti. A Napoli si è attivata la macchina dell'accoglienza con Comune, Regione e Asl. Venti persone sono state trasferite all'Ospedale del Mare per prestare loro le cure necessarie. Dei 35 bambini, 22 sono minori non accompagnati. Dovrebbero essere accolti in una struttura comunale nel quartiere di Miano, al momento non ancora pronta. Nel frattempo i minori, tra cui bambini e adolescenti, sono stati ospitati nel Residence dell'Ospedale di Ponticelli. 

"Le condizioni di salute ci preoccupavano. Alcuni hanno piccole ustioni ai piedi, ma nel complesso la situazione non è critica - afferma il prefetto Claudio Palomba - Il Governo segue la sua linea, c'è necessità di non gravare sempre sugli stessi porti in Calabria e Sicilia, così si era scelto Pesaro. Poi, le condizioni climatiche hanno suggerito il cambio e Napoli è parsa la soluzione migliore". 

Mamadou Gueye aggiunge: "Ci sono persone messe sulla sedie a rotelle perché non riescono a camminare. Alcuni di loro, scesi a terra, hanno cominciato a pregare per essere vivi. Sono fuggiti dal loro paese per scampare alla guerra e alla povertà, ma non so cosa potranno trovare qui. Per le istituzioni loro sono soltanto numeri". 

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