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Saviano: “Gli attentati in Spagna furono finanziati con i soldi della camorra”

Le rivelazioni del noto scrittore napoletano sugli attentati di Madrid del 2004, ma non solo: "Gli attentatori del Bataclan avevano documenti falsi comprati a Napoli"

"L’Isis si finanzia anche attraverso la vendita della droga? In realtà è una storia antica. Parte da lontano e ha già diverse prove. Ad esempio, gli attentati in Spagna nel 2004 ad Atocha, Madrid, furono finanziati vendendo hashish ad un’organizzazione camorristica, in cambio di danaro. L’organizzazione islamista diede hashish al clan Nuvoletta di Marano e con quei soldi comprò il tritolo che fu usato nell’attentato. Da lì ci sono stati un’infinità di rapporti tra criminalità organizzata, non solo italiana, e islamismo, ma che hanno sempre avuto una declinazione esclusivamente economica, senza alcun coinvolgimento ideologico". Così Roberto Saviano, nel corso della trasmissione radiofonica "Fuorigioco", in onda su RaiRadio1 ha commentato il maxi-sequestro di droga avvenuto a Gioia Tauro.

Il noto scrittore napoletano ha svelato altri importanti retroscena: "E’ recentissima la prova che alcuni attentatori del Bataclan avevano documenti comprati a Napoli. Da sempre nell’aversano, a Napoli, c’è stata una produzione di documenti, passaporti, carte d’identità false, finiti nelle tasche di queste organizzazioni".

Saviano, nel corso dell'intervista, ha inoltre lanciato un ulteriore allarme: "Le paranze delle periferie napoletane, e non solo, hanno grandissima stima dei miliziani dell’Isis. Nelle periferie di tutta Europa, purtroppo, l’Isis è visto come un mito, non da un punto di vista religioso. Si tratta, infatti, di giovani che vanno a morire e che non hanno paura di nessuno e sono disposti anche ad ammazzare innocenti, pur di dimostrare la loro forza. Ragazzini di mafia e di camorra, che muoiono anche loro giovanissimi, si identificano in queste persone. E questo purtroppo è un fenomeno poco studiato e di cui si parla ancora troppo poco".

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