Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Saviano: “De Luca non mi ha voluto al Festival di Ravello” (VIDEO)

Nuovo scontro tra il governatore e lo scrittore

"Vincenzo De Luca blocca la mia presenza al Ravello Festival. Nessun problema, don Vicié, non ci sarò... arripigliateve tutt chell che è o vuost...". Così Roberto Saviano, su Twitter, denuncia la sua esclusione dal Ravello Festival per decisione del governatore della Campania, Vincenzo De Luca. "Roberto Saviano non esiste proprio, va cancellato... Credo che Don Vincenzo abbia fatto così... Considera la Campania un suo regno...", dice Saviano in un video pubblicato sui social. "In breve: sono stato invitato al Festival di Ravello. Il cda propone gli ospiti e poi il 'cdi', il comitato di indirizzo composto da figure politiche amiche di De Luca... Io sarei andato a titolo gratuito, anche se gli ospiti di un Festival andrebbero pagati... I festival culturali sono sempre più determinati dalla politica: Italia, cultura, amici, amichetti, paranze...", aggiunge. "Stanno avvelenando un festival che poteva essere meraviglioso e che è condizionato dalle consorterie", dice Saviano, prima di rivolgersi a De Luca con le battute rese celebri da Gomorra: "Don Vicié... arripigliateve tutt chell che è o vuost... Adesso è tornato nelle vostre mani, non tenete pensieri... Non c'è nessun problema: non vengo... A presto, Ravello...".

La risposta del Festival 

Con una nota il Festival ha commentato la vicenda e le successive dimissioni del presidente Antonio Scurati. “In relazione a talune errate ricostruzioni sugli antefatti delle dimissioni del prof.  Antonio Scurati, gli organi in carica della Fondazione Ravello precisano che il Consiglio di amministrazione e il Consiglio di indirizzo, organi statutariamente competenti, non soltanto non si sono espressi in ordine all’approvazione del programma di incontri fra lo stesso Scurati, Stefano Boeri, Roberto Speranza e Roberto Saviano, ma non sono mai stati interpellati in argomento dal presidente. Non risponde al vero, come può rilevarsi dalla registrazione audio video della seduta consiliare del giorno 14 giugno scorso, che il prof. Scurati abbia proposto al consiglio di amministrazione tale suo personale programma, così come non risponde al vero che esso sia stato bloccato dal Consiglio di Indirizzo per motivi legati al gradimento politico. La politica non c’entra, né c’entrano questioni di merito inerenti ai rispettabili ospiti ipotizzati, rilevando invece una questione di correttezza del metodo e di democraticità delle decisioni.

Semplicemente l’ex presidente della Fondazione Ravello, scavalcando ruoli e funzioni istituzionali, ha tentato di imporre al Direttore Generale, senza alcuna precedente informativa agli organi della Fondazione e senza alcuna deliberazione collegiale, un ciclo di dibattiti fuori dalla programmazione del Festival ritualmente approvata sulla base della relazione del Direttore Artistico. 

Non vi sono in questa vicenda martiri della libertà di pensiero, ma più banalmente si presentano palesi violazioni delle norme che governano la vita delle persone giuridiche. I componenti degli organi statutari si riservano ogni più efficace tutela nelle sedi opportune dinanzi a eventuali affermazioni false e diffamatorie. I componenti del Consiglio di amministrazione e del Consiglio di indirizzo sono persone libere e autonome non meno del presidente dimissionario. Probabilmente non a tutti è chiaro che essere liberi presuppone il rispetto delle norme, ivi comprese quelle che delineano ruoli e funzioni ed impongono la collegialità delle decisioni”.

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