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Luigi de Magistris

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Saviano, de Magistris e "Johnny Stecchino": tutta la polemica

Replica allo scrittore che ha paragonato il sindaco a Johnny Stecchino 'in quella scena in cui dice il problema di Palermo è il traffico': "Perché non vieni a lavorare a Napoli?"

"Non mi appassiona l'interlocuzione con Saviano. Gli dico solo, perché non vieni a Napoli a lavorare, a metterti a disposizione?". Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha risposto oggi ai cronisti che gli chiedevano una replica allo scrittore che ha paragonato il sindaco di Napoli a "Johnny Stecchino in quella scena in cui dice 'il problema di Palermo è il traffico".

"Saviano - ha detto De Magistris - è un giovane che ha scritto belle cose ma da napoletano gli dico, perché non vieni a Napoli? Perché non ti metti a disposizione della squadra? Perché non lavori con noi? Penso che questo vorrebbe la città. Va bene - prosegue il sindaco - andare da Fazio, va bene scrivere gli editoriali su Repubblica, ma Napoli bisogna viverla. Mi sono simpatici gli intellettuali napoletani che sono andati a vivere fuori ma mi sono ancora più simpatici quelli che rimangono. Io potevo rimanere a Bruxelles, guadagnare il quadruplo ma ho deciso di stare a Napoli".

"In questo momento - ha concluso De Magistris - abbiamo bisogno di braccia che lavorano, menti che pensano, gambe che camminano. Bisogna lottare in questa città. Il resto sono critiche, anche utili, ma sono le solite cose che leggiamo quotidianamente sui giornali. Io invece preferisco stare con questi ragazzi, con le persone che ogni giorno stanno sul territorio, con le maestre, con la gente che ha problemi quotidiani ma ha deciso di non andarsene da Napoli, di amare la città".

IL FATTO - Venerdì 7 dicembre, su La Repubblica, Roberto Saviano scrive dopo l'omicidio di camorra all'asilo: "Dove è finito il sogno? Dove è finita la speranza di "Napoli comincia a Scampia"? Di una città che iniziava a Scampia e che non finiva nei confini della città, ingorgandosi nei quartieri di periferia. Possibile che non si abbia il coraggio e l'onestà di ammettere che se a Napoli non si affronta davvero la questione Scampia non ci sarà mai reale rinascita? Possibile che ci si accontenti sempre e solo di dare di Napoli l'immagine-cartolina che ormai puzza di falso e alla quale nessuno riesce più a credere? Prese di posizione morali, manifestazioni e fiaccolate sono gesti simbolici importanti, la presenza delle associazioni e dei maestri di strada sono elementi determinanti, ma accanto a tutto questo quale politica di riforma è stata attuata? Quale creatività politica è stata spesa per questo territorio che ponesse centralità laddove invece c'è solo marginalità? Spostando magari gli uffici comunali dal centro alle periferie, cercando di occupare i territori di camorra con forze legittime. Facile a dirsi, mi si dirà. Io invece so che è difficilissimo, ma è fin troppo evidente che non si è nemmeno tentato. Ieri mi è venuta in mente quella scena di Johnny Stecchino in cui si sente dire: "Il problema di Palermo è il traffico". Mi è venuta in mente perché, oltre alle emergenze rifiuti, alle promesse fatte e non mantenute, ai volti di giovani amministratori sbandierati in campagna elettorale e poi subito allontanati, ciò che accomuna le ultime amministrazioni di Napoli, da "piazza Plebiscito liberata" al "Lungomare liberato" è una costante, sbandierata, senza tregua lotta alle automobili. Ecco, questo è stato il miglior modo per mostrare un rinnovamento di pulizia. Ma la bellezza del lungomare, la luce partenopea e Castel dell'Ovo non sono generate dalla gestione politica. Di bellezza bisogna ancora crearne".
 

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