Sassi contro il bus, l'allenatore: "Accerchiati da 15 motorini. Ho avuto paura per i miei ragazzi"

Paura dopo il fischio finale di una partita di calcio giovanile a Napoli

Barone Calcio

Sassaiola e colpi di mazze contro il bus della scuola calcio, dopo una partita nel campo San Gennaro al rione Sanità. Il bus su cui viaggiavano i ragazzi della Barone Calcio è stato oggetto di un agguato a colpi di mazza e di una sassaiola. A denunciarlo, sui social, è la stessa scuola calcio. Ecco uno stralcio del lungo post dell'allenatore della Barone Calcio, Vincenzo Bottiglieri, che stigmatizza quanto accaduto.

"Eccomi quì, a mente fredda, a scrivere queste righe. Ho vissuto il mio percorso calcistico in categorie inferiori girando tra seconda/terza categoria e i tanti campionati amatoriali. Dopo di che mi sono dato al mio quartiere ponendomi l’obbiettivo di aiutare ragazzi che non potevano permettersi la scuola calcio. Come istruttore, senza reputarmi mister, per quello ci pensano gli altri a reputarsi tale, nasco in una squadra dell'oratorio "Sacro Cuore" di Barra (Na) e di ciò ne sono fiero soprattutto per aver lasciato il segno per il bel mondo costruito. Grazie a Vincenzo Barone, persona che stimo profondamente e che reputo come un fratello, ho avuto l'opportunità di allenare in una scuola calcio. In questi anni trascorsi alla Barone Calcio, ho sempre cercato di dare continuità al mio modo di essere sia come persona che come istruttore. Ho sempre costruito con i ragazzi un rapporto limpido, basato su regole, dialogo e fiducia. 17 marzo 2019. Questa è la data che, per me, segna un punto di non ritorno nel calcio giovanile e nella nostra società in generale. La gara in programma è Spaccanapoli Sporting - Caravaggio (cat. under16 prov. Na). La partitita si svolge in un clima abbastanza teso da entrambi le parti. La gara termina con netto 4-0 per la squadra di casa e, nonostante qualche discussione con tanti complimenti e strette di mano tra la mia squadra e la squadra avversaria. Nulla lasciava presagire quanto poi sarebbe accaduto di lì' a poco. Ci apprestiamo a lasciare la struttura verso le 13:00 circa e pochi minuti dopo il panico totale! Il nostro pulmino viene assalito, con il tentativo fallito di accerchiarici, da 10/15 motorini con pietre, mazze. Istintivamente sono saltato addosso ad un mio ragazzo per proteggerlo e urlato, contemporaneamente allo staff presente, ai ragazzi di abbassarsi e allontanarsi per quanto potevano dai vetri, chiamando nell'immediato il 112. Raccontarlo non rende, forse, bene l'idea, ma sono stati 3/4 minuti di panico. Una paura mai provata prima d'ora nè da giocatore nè da istruttore. La giornata di domenica è finita con un pomeriggio trascorso dai carabinieri e a pensare quanto accaduto. A mente fredda, io papà di 3 ragazzi e due dei quali giocano a calcio, posso affermare con tutta tranquillità e senza vergogna che mi sono sentito male, vuoto, basito, impotente nel pensare ciò che sarebbe potuto accadere ai miei ragazzi e a tutti noi e che per pura fatalità non è avvenuto. Ho trascorso la notte a pensare e ripensare piangendo a tutto ciò. Quando ho raccontato tutto a mia moglie e ai miei figli, che mi guardavano sotto shock, lei mi ha detto: "Enzo ma chi te lo fa fare. Lascia tutto". Ci ho pensato davvero a lasciare questo mondo, ma quest'idea subito l'ho accantonata. L’ho fatto per l'amore che provo per questo sport, ma soprattutto per i MIEI ragazzi che ora più che mai hanno bisogno di me per superare insieme quest'esperienza che difficilmente si dimentica. Voglio ringraziare i tanti amici che da ieri mi stanno scrivendo messaggi di vicinanza, ai tanti che hanno chiamato, le tante scuole calcio di Napoli e non per la solidarietà, i giornali che ne stanno parlando... Grazie a Giorgio Scarpa in rappresentanza del Caravaggio e a Vincenzo Barone in rappresnetanza della Barone Calcio che sono vicini a me e alla squadra e che sono sicuro ci aiuteranno a superare tutto ciò. La cosa che tengo a precisare come uomo, padre e istruttore è che non è un’accusa al quartiere sanità, ma è un ulteriore brutta pagina che racconta una Napoli non bella. Grazie a tutti voi Vincenzo Bottiglieri".

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