Cronaca

Sanità, de Magistris: "Basta accorpamenti, gli ospedali devono restare in città"

Il sindaco ha ribadito il suo "no forte" alla delocalizzazione delle strutture. "Per l'Annunziata faremo una battaglia politica molto dura per non farlo smantellare. Scuola, presidi di sicurezza e sanità sono punti di riferimento per i nostri cittadini"

Luigi de Magistris

L'ospedale dell'Annunziata, nel quartiere di Forcella, non deve chiudere. È il sindaco di Napoli Luigi de Magistris a sottolineare il suo "no forte" al ridimensionamento dei presidi ospedalieri "nel cuore della città". Tra questi, l'ospedale dell'Annunziata: "Come Comune – continua il sindaco – faremo una battaglia politica molto dura per non farlo smantellare". Una battaglia che, spiega, "è già cominciata", ma "vogliamo essere propositivi perché sia con l'Asl sia con la Regione c'è dialogo".

Il sindaco fa sapere di aver chiesto a Ernesto Esposito, direttore generale della Asl Napoli 1, di "poter ricomprendere l'Annunziata nella Asl Napoli 1". "Se qualcuno ci spiega che conviene ridimensionare l'Annunziata accorpandolo con altre strutture e ci convince, noi possiamo anche ragionare - spiega de Magistris - finora ho sentito una serie di ragionamenti che non mi hanno convinto". "Ridimensionare un ospedale nel cuore di Forcella è come togliere la caserma dei carabinieri o peggio ancora - prosegue - Scuola, presidi di sicurezza e sanità sono punti di riferimento per i nostri cittadini".

"Mi dicono che si sta puntando sull'Ospedale del Mare, ma gli ospedali devono stare anche nel cuore della città - afferma - Poi l'Ospedale del mare? Boh. Da quanti anni se ne parla?". Il sindaco precisa che come Amministrazione "non ce l'abbiamo con il privato anzi ben venga, ma il primo presidio soprattutto per il cittadino che non ha soldi è quello pubblico". Progetti di "spostamento o ampliamento o accorpamenti" possono anche essere attuati, "ma fin quando non si vede niente di concreto non si deve spostare nulla".

"Ci stiamo impegnando moltissimo sulla sanità non solo perché io sono responsabile della sanità in città – conclude de Magistris – ma anche perché vogliamo incidere su chi ha potere effettivo in materia di programmazione sanitaria come la Regione".

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