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San Gennaro ha fatto il miracolo

Alle 9,23 è stato accolto tra gli applausi generali l'annuale appuntamento del Santo Patrono di Napoli. Annuncio del cardinale Sepe visibilmente emozionato. Reliquie esposte fino a domenica 26 settembre

L'attesa è finita. Nel fine settimana della devozione, San Gennaro ha fatto il miracolo in brevissimo tempo. L'ennesimo. Alle ore 9,23 di una domenica non qualunque, ecco lo sventolio del fazzoletto da parte del delegato della Deputazione di San Gennaro a dare il segnale dell'avvenuta liquefazione del sangue. Un sospiro di sollievo.

Il rito, prima di tutto, partito alle 9,15, in anticipo rispetto al protocollo. Novità di quest'anno: il ruolo del cardinale Sepe che ha aperto la teca ove sono conservate le ampolle con il sangue del vescovo Gennaro, martirizzato nel 305. Il corteo processionale si è poi snodato dalla Cappella del Tesoro all'altare maggiore della Cattedrale. Insieme al cardinale, i Vescovi ausiliari di Napoli Monsignor Antonio di Donna e monsignor Lucio Lemmo, i vescovi, i sacerdoti, i religiosi, i seminaristi, i diaconi e il sindaco Rosa Russo Iervolino. E poi troupe televisive provenienti dalla Francia, Germania, Russia.

Non resta che l'offerta delle ampolle alla venerazione dei fedeli e la concelebrazione eucauristica presieduta dal cardinale alla presenza di autorità civili, militari e religiose. Poi, l'esposizione delle reliquie per tutta la settimana, fino a domenica 26 settembre, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

Lo scorso maggio, San Gennaro s'era fatto attendere. Il miracolo era avvenuto alle 20,15 della sera dopo una giornata estenuante. E dato che alla modalità della liquefazione sono legate numerose credenze popolari - si ritiene di buon auspicio che il miracolo si svolga pochi minuti dopo che la teca venga mostrata ai fedeli - il cardinale Sepe rassicurò: "San Gennaro ci vuole bene".

La liquefazione del sangue comunque non avviene solo nel giorno in cui si festeggia il patrono di Napoli. Gli altri appuntamenti sono il sabato precedente la prima domenica di maggio e il 16 dicembre, anniversario dell'eruzione del Vesuvio del 1632 fermata dopo le preghiere al santo. Tra preghiere in dialetto fatte dalle donne e orazioni al limite del sacrilegio con il santo soprannominato in questa occasione 'faccia gialla' - dal colore della statua che lo raffigura - tutto va bene finché il sangue si scioglie presto. Un ritardo - può arrivare a giorni - è foriero di cattivi presagi.

Per non parlare di fortuna e scaramanzia. Il culto di San Gennaro sprofonda anche nel Lotto e nella cinquina già pronta su cui puntare: 9,15,18, 53 e 55. E anche a New York in queste ore, precisamente a Little Italy, si svolge una processione in cui i fedeli si ritrovano a pregare e festeggiare mentre il parroco di New York, Hilary C. Franco, quest'anno era presente nel Duomo.

Un anno fa, il coinvolgimento di San Gennaro nella questione dell'influenza A. Vietato baciare la teca, si disse. Poi il dietrofront del cardinal Sepe che confermò: "La teca si potrà baciare, si farà tutto come si è sempre in passato. Abbiamo sentito illustri professionisti che hanno spiegato che non c'è alcun motivo di avere paura".

Liberi di crederci o no, dal Settecento a oggi quasi 500 studi sono stati eseguiti sul sangue di San Gennaro e sul fenomeno della liquefazione. Scienza e fede continuamente a confronto. Innanzitutto una verità: nella teca c'è sangue umano. Una ricerca firmata dal dipartimento di Biologia molecolare della Università Federico II coordinata dal professor Giuseppe Geraci. Prova netta, comunque, non c'è ancora sul fatto che il passaggio del sangue del santo dallo stato solido a quello liquido possa avvenire per cause naturali o per frode. Ma i credenti, nel loro cuore hanno un'unica certezza: è un miracolo. Quello stesso miracolo, considerato un prodigio dalla Chiesa, che poco fa si è ripetuto. Ancora una volta.

 

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