"Centri sociali con la camorra", arriva la risposta a Salvini: "Questo è Matteo..."

È polemica all'indomani della visita del leghista a Mondragone, con tanto di comizio sabotato e scontri tra manifestanti e forze dell'ordine

"Emanuele e Matteo", la foto postata da Egidio Giordano

Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, gavettoni all'indirizzo di Salvini, l'impianto d'amplificazione per il comizio sabotato, durissime parole del leghista nei confronti dei centri sociali. È il sunto del paradossale pomeriggio mondragonese di ieri, col leader della Lega arrivato nella cittadina casertana proprio mentre l'Unità di crisi annunciava 23 nuovi casi di Coronavirus nell'ambito del focolaio locale.

Salvini veniva accusato di sciacallaggio, di essersi presentato a Mondragone per cavalcare l'ondata di xenofobia dovuta al focolaio di Covid emerso essenzialmente tra le file della comunità bulgara.

"Centri sociali al servizio della camorra"

"Sono centri sociali al servizio della camorra: preferiscono le occupazioni abusive e la camorra alle persone perbene. Hanno distrutto l'impianto elettrico. Noi qui ci torniamo e ci torniamo ancora – sono state le parole dell'ex ministro quando si è visto impossibilitato a parlareDispiace che in una città bella con un mare stupendo ci siano dei teppisti che vengono da Napoli che con la violenza cercano di impedire il cambiamento. È normale che in un dibattito qualcuno aggredisca i poliziotti? La violenza non ha giustificazioni. Se queste mamme che sono proprietarie di casa mi chiedono una mano io vengo. Non è normale che non ci siano altri parlamentari qui. Non sapevo che per venire a Mondragone servisse l'autorizzazione dei centri sociali".

La risposta dell'assessore napoletano

Una risposta alle parole del leghista è arrivata da Egidio Giordano, assessore alle Politiche sociali e alla Cultura della III Municipalità Stella-San Carlo di Napoli ed esponente di spicco del centro sociale Insurgencia. Con un post su Facebook Giordano ha fatto un parallelo tra uno dei manifestanti di ieri, Emanuele, e Matteo. Salvini.

"Vi presento Emanuele e Matteo – ha scritto Giordano – Emanuele è un ragazzo di Miano, quartiere popolare della periferia nord di Napoli, cresciuto nei centri sociali e da sempre impegnato nelle lotte sociali della città, contro la devastazione ambientale e la camorra. Lavora come cameriere e barman ed è uno che non si è mai tirato indietro dinanzi alle ingiustizie. Ieri era a Mondragone insieme a tante e tanti per denunciare lo sciacallaggio politico della Lega che invece di rispondere del disastro sanitario Lombardo viene ad appiccare il fuoco in una situazione difficile come quelle delle palazzine ex Cirio, un luogo di povertà di italiani e stranieri, ricattabilità, caporalato, sfruttamento, schiavitù e perenne assenza dello Stato".

"L’altro è Matteo. Figlio di un dirigente d’azienda. Dal ‘93 dirigente di partito, non ha mai lavorato un giorno della sua vita – va vanti l'assessore della Municipalità napoletana – Ha basato la sua carriera politica sull’odio prima verso i meridionali come Emanuele e poi verso i migranti. È il segretario di un partito che ha fatto sparire 49 milioni e che a maggio 2019 contava 38 procedimenti in corso per 72 imputati tra amministratori locali, militanti e politici. In Campania si sta per presentare alle regionali con il partito della famiglia Cesaro che non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Ora ditemi voi chi è il figlio di papà amico della camorra...".

La promessa del leghista: "Tornerò"

La promessa dell'ex vicepremier intanto è quella di tornare. "Tornerò a Mondragone entro una settimana – spiega, ritornando sulle sue accuse – Se serve io torno a Mondragone tutte le settimane. Sono dispiaciuto per aver visto quei poliziotti e carabinieri dover tenere a bada quei quattro pirla, mentre se uno indossa la divisa vorrebbe inseguire i delinquenti veri, non quei quattro figli di papà. Io sono convinto che ci sia dietro anche la camorra, perché è l’unica che ha l’interesse che in Campania non cambi nulla".

Covid-19, è ancora allarme: 23 nuovi casi

"Al momento sono emersi altri 23 casi, comprensivi di tutti i collegamenti ricostruiti, scaturiti dai tamponi effettuati nelle aree circostanti l'ex Cirio", il tutto mentre "prosegue lo screening relativo al Comune di Mondragone e zone limitrofe". Questo il messaggio di ieri dell'Unità di Crisi per il Coronavirus della Regione Campania. I tamponi positivi si riferiscono - sembrerebbe - a contatti dei precedenti positivi, e pare siano attribuibili a persone residenti al di fuori dall'area delle 5 palazzine sotto cordone sanitario.

Nei giorni scorsi nel Comune domizio i casi accertati di Coronavirus erano 43, mentre il bollettino regionale ieri parlava di 1 solo positivo in Campania ma evidentemente facendo riferimento a dati precedenti.

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