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Salvini a Poggioreale: "Droga e cellulari in carcere: non è colpa degli agenti"

L'ex ministro ha incontrato la polizia penitenziaria della Casa circondariale: "Più poteri agli agenti, il reato di tortura va cancellato". Poi sul nuovo garante dei detenuti: "Vergognoso nominare un ex detenuto"

 

"Poggioreale è un carcere vecchio e sovrafollato. Servono più agenti e nuovi penitenziari". Matteo Salvini torna a Napoli e incontra la polizia penitenziaria della Casa circondariale. Un'occasione per toccare con mano i problemi della struttura e attaccare la nomina di Pietro Ioia a nuovo garante cittadino dei detenuti. "Ci opporremo in ogni sede alla nomina di ex narcotrafficante. E' vero, una seconda chance va data tutti, ma questa persona non può giudicare l'operato dei poliziotti". 

L'ex ministro ha incontrato solo gli agenti, non i detenuti: "Li incontrerò forse la prossima volta, per me vengono prima gli uomini in divisa". Eppure, non si contano i pronunciamenti dell'Unione Europea sulle condizioni di disumanità in cui versano i carcerati di Poggioreale, costretti spesso a stare in dodici in una cella. Inoltre, come denunciato anche dai sindacati di polizia penitenziaria, all'interno entrano droga e cellulari e anche i boss continuano a governare attraverso i pizzini. Attività che non escluderebbero la compiacenza di qualche agente: "Non sono d'accordo - la replica di Salvini - la polizia lavora in condizioni alluncinanti, sono pochi contro tanti. Va potenziata la videosorveglianza e va abolita l'istituzione delle celle aperte".

Il leader della Lega, poi, critica il reato di tortura, introdotto nell'ordinamento italiano su pressione dell'Europa dopo i fatti del Genova Global Forum del 2001 (l'irruzione dei poliziotti nella scuola Diaz) e dopo il caso Cucchi: "Sta diventando un cappio per le forze dell'ordine, proporremo che venga cancellato". 

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