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La villetta della tragedia, foto De Cristofaro-NT

La villetta della tragedia, foto De Cristofaro-NT

Orrore a San Gennaro, il nonno di Ginevra: "Spero suo padre viva, deve soffrire"

Stanno emergendo gli ultimi attimi prima della tragedia che ha portato alla morte di Ginevra Narciso, bambina di 16 mesi lanciata nel vuoto da suo padre mentre era a casa dai suoceri

Una spiegazione. È quanto gli investigatori vorrebbero desse loro Salvatore Narciso, il 35enne che ieri ha lanciato sua figlia di 16 mesi Ginevra nel vuoto, a San Gennaro Vesuviano, per poi tentare il suicidio.

Dipendente di uno studio legale, il 35enne si trova ancora al Cardarelli, piantonato dalle forze dell'ordine. Non è in pericolo di vita. Non ha mai perso conoscenza, ma non ha mai detto nulla agli inquirenti che potesse far capire cosa l'abbia spinto a commettere qualcosa di così terribile. “Un animale, un mostro, il diavolo” lo ha definito la moglie Agnese ieri pomeriggio, mentre si trovava ancora in stato di choc a pochi metri dal luogo della tragedia. L'interrogatorio del 35enne è stato intanto rinviato dal magistrato, questo per le sue "delicate condizioni fisiche e psichiche". Verrà stabilita una data in base al parere dei medici.

"È un mostro": la disperazione della madre di Ginevra

La madre della piccola Ginevra è un medico. Il suo matrimonio con Narciso risale soltanto al 2016. Abitavano a Caserta ma di frequente, nei weekend, andavano dai genitori di lei, a San Gennaro Vesuviano. Dove ieri è successo tutto. I parenti raccontano che la piccola aveva fatto cadere del latte sulla tovaglia. Il padre l'ha presa e ha chiesto alla moglie di metterla in lavatrice. È stato quello il pretesto per prendere in braccio Ginevra, salire al piano di sopra e gettare la bimba dalla finestra delle scale.

Orrore a San Gennaro Vesuviano: la ricostruzione dei fatti

I familiari hanno riportato di liti continue nella coppia, l'ultima della quale alla vigilia del dramma. La loro vacanza ad Agropoli, terminata proprio domenica, pare non fosse andata bene. Secondo i parenti di Agnese l'uomo mentiva anche e soprattutto a proposito del proprio lavoro. E domenica notte i genitori di lei avevano dormito al piano terra e non al primo piano per intervenire nel caso la tensione tra i due fosse ritornata. “Non voglio che lui muoia – ha dichiarato ai giornalisti Michele, il papà di Agnese e nonno di Ginivra – Voglio che viva, deve soffrire”.

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