Saldi in Campania: meno 10% rispetto al 2015

L'ondata di maltempo vista come la principale causa del calo. L'allarme di Confersercenti: «Servono regole chiare»

La prima settimana di saldi in Campania è tutt'altro che positiva. A giudicare dai dati diffusi da Confesercenti c'è stato un calo del 10% rispetto allo stesso periodo del 2015, già noto per essere l'anno in cui si subì un drastico calo. Sono tanti i fattori che l'associazione di categoria ha provato ad analizzare per spiegare il calo. Prime su tutte le condizioni atmosferiche e il gelo che hanno dissuaso gli acquirenti dall'uscire e recarsi nei negozi. A pagare maggiormente il calo sono ancora i negozi “di quartiere” e nelle città fortemente penalizzati rispetto ai grandi centri commerciali industriali con una chiusura di circa seimila piccoli negozi all'anno ed una perdita di un miliardo e 230mila di fatturato per le aziende campane.

Secondo Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania, «una crisi che questo inizio a rilento dei saldi amplifica e che è dovuta anche alla crescita dei centri commerciali industriali, alla progressione dell'acquisto on-line tramite lo sviluppo dell'e-commerce». L'associazione di categoria ha infine proposto anche una stretta sulle regole del mercato e il rispetto di quelle legate ai periodi di saldo, senza alcun anticipo e sconti troppo alti fuori periodo per evitare che i consumatori non acquistino mai a prezzo pieno.

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