Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Discariche, i Rom del campo di Giugliano: “Qui non si può vivere, abbiamo paura”

Sono stati spostati in un campo che giace sopra decenni di rifiuti pericolosi stoccati abusivamente. Padre Zanotelli: "Se ci saranno conseguenze per la salute di queste persone riterremo responsabili i commissari"

Campo Rom Giugliano

“Non possiamo più rimanere qui, la puzza è insopportabile e abbiamo paura per la salute dei nostri bambini”. A lanciare l'appello è una delegazione di Rom del campo comunale di Giugliano, che nei giorni scorsi ha incontrato i commissari prefettizi del Comune per chiedere il trasferimento lontano da alcune discariche da cui, denunciano, "continuano a fuoriuscire gas nauseabondi".

Il gruppo di Rom, circa 400 persone, è stato trasferito in Località Masseria del Pozzo due mesi fa, dopo un esodo di due anni nelle campagne della cittadina campana. "Se ci saranno conseguenze per la salute di queste persone riterremo responsabili i commissari" dice il padre comboniano Alex Zanotelli in rappresentanza del Comitato campano per i Rom, che riunisce diverse associazioni.

Il campo provvisorio, dicono le associazioni, è costato circa 400 mila euro, ghiaia e asfalto per separare un insediamento umano da terreni in cui negli anni è stata sversata ogni sorta di rifiuti, legali e illegali. Sei discariche in cui sono finiti, negli anni, rifiuti speciali, tossici e nocivi e che è diventata simbolo del disastro ambientale in Campania. E non solo. Secondo i comitati, le analisi dell'Arpac hanno riscontrato nella falda acquifera un massiccio inquinamento da manganese, ferro, piombo, benzene, idrocarburi, toluene, tetracloroetilene e persino consistenti anomalie magnetiche "attribuibili alla presenza di materiali ferromagnetici nel sottosuolo".

Gran parte dell'area in questione è posta sotto sequestro giudiziario. Una situazione ambientale disastrosa - ricostruita nel dettaglio dalla relazione della Commissione parlamentare d' inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti - che avrebbe dovuto fare da premessa a un piano urgente di bonifiche redatto, approvato, ma mai attuato. “Ci chiediamo come sia possibile una discrepanza così evidente con le analisi ambientali”, dicono i portavoce del Comitato per i Rom, che sottolineano anche che il campo è stato costruito dal Comune in accordo con la Prefettura e con il parere favorevole dell'Asl. “Venga fatta chiarezza, ma intanto si cerchi una soluzione alternativa in tempi rapidi” concludono.

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