Cronaca Strada Vicinale Iavarone

Rogo tossico a Nola: si brucia vicino alle campagne, coltivatori esausti

Incessanti i roghi nella Terra dei Fuochi, a denunciare il degrado all'incrocio tra strada Vicinale Iavarone e via Capua sono gli amministratori della pagina web Rifiutarsi.it

Rogo tossico a Nola @ Rifiutarsi.it

Bruciano ancora i rifiuti pericolosi a nord di Napoli e a sud di Caserta.
I roghi tossici non vanno in vacanza mai, come cercava di spiegare padre Maurizio Patriciello al Signor Prefetto De Martino, quando è stato ripreso per essere stato "poco rispettoso" nei confronti delle istituzioni per aver chiamato "Signora" e non "Signora Prefetto" il prefetto di Caserta (per la cronaca:  in mattinata c'è stato in prefettura un incontro "pacificatore" tra i due). E mentre le persone costrette a vivere a finestre chiuse, carcerate in casa propria, aspettano ancora le famose ottocento telecamere promesse per sorvegliare i siti a rischio (quelli in cui si brucia anche due volte al giorno, a catena di montaggio) ed interventi duri e seri per fronteggiare il fenomeno, l'aria continua ad essere avvelenata da fumo nero e nocivo, che si espande per chilometri.


L'episodio che riportiamo di seguito, ci viene segnalato dagli amministratori del sito web di denuncia
Rifiutarsi.it (raggiungibili anche su facebook cercando "Rifiutarsi La Pagina"): "Ennesimi roghi tossici nelle campagne nolane - denunciano su Rifiutarsi.it -. Siamo nell'incrocio tra strada vicinale Iavarone e via Capua, in una zona dove si coltiva moltissima frutta e verdura che poi finirà sulle nostre tavole. Zona di confine, l'ennesimo sconfortante ritratto di abbandono e degrado. Ci sono persone che fanno jogging, intere famiglie che vanno in bicicletta. Scuotono la testa quando attraversano l'incrocio, si tappano il naso. "Non è possibile" gli si sente dire. I coltivatori del posto sono esausti e ci raccontano che da anni questa zona di confine tra Camposano e Nola è vittima di sversamenti illegali che puntualmente vengono incendiati. Una storia vecchia, triste e ben conosciuta. "Ora fate le foto, credete che lo levano?" ci dice P. , coltivatore diretto. "Perché non mettono una telecamera e vedono chi è?". Già... Perché?"

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