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Il Tar Campania: “Dal 1 febbraio le superiori tornino in classe. La Regione si organizzi”

I giudici amministrativi hanno fissato il limite per il ritorno in classe

Il 1° febbraio 2021 è la "deadline per il rientro in presenza della percentuale minima-massima degli studenti delle scuole secondarie superiori". Entro quella data quindi la Regione Campania dovrà predisporre "le misure attuative e proattive individuate dal Dpcm" per "l'effettiva e sostenibile fruibilità dei servizi scolastici in presenza", vale a dire la definizione delle percentuali minime e massime di studenti frequentanti in presenza gli istituti di istruzione secondaria superiore e le misure di sostegno al trasporto pubblico per consentire la mobilità scolastica in presenza.

È quanto si legge nella pronuncia della quinta sezione del Tar della Campania, presidente Maria Abbruzzese, con la quale viene accolto il ricorso presentato da alcuni genitori contro le ordinanze del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che però non vengono immediatamente sospese proprio perché al momento, si legge, "non vi sono evidenze circa l'effettivo apprestamento delle necessarie misure". 

Commento del Codacons

"La pronuncia ha così finalmente conformato il sistema scolastico campano agli indirizzi dettati dal DPCM del16 gennaio 2021. Tale provvedimento stabilisce inoltre che la Regione Campania rediga il documento operativo, di concerto con i Prefetti in materia di trasporto e pianificazione degli orari scolastici, cosi come stabilito dal DPCM in vigore. Pertanto è stata indicata dal Tar l’apertura al 1 febbraio, per consentire l’effettivo apprestamento da parte della Regione delle misure necessarie ad un rientro in sicurezza. Il Codacons ha sostenuto fin dall’inizio i genitori ricorrenti del Coordinamento Scuole Aperte per vedere riconosciuta l’importanza della frequenza scolastica in presenza, già garantita nel resto d’Italia fin dal 14 settembre. Appare così nuovamente ristabilita la centralità del diritto all’istruzione, sulla scorta del principio della proporzionalità dei provvedimenti", spiega il Codacons.

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