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Vive in un deposito ma ora rischia lo sfratto

 

La sua famiglia vive nel Rione Sanità da quattro generazioni. Al numero 20 di Supportico Lopez, viveva già il trisnonno di Pina, che oggi condivide la casa con la madre, il padre e il figlio. "La mia famiglia abita qui da oltre 100 anni ma ora rischiamo lo sfratto". Quattro anni fa, l'immobile è stato acquistato da un nuovo proprietario che ha prima aumentato l'affitto del 150 per cento e poi, alle prime difficoltà di pagare ha avanzato richiesta di sfratto. 

"Pagavamo solo 100 euro - racconta Pina - Poi con il nuovo proprietario abbiamo dovuto pagare 250 euro al mese. Ma nessuno di noi ha una lavoro stabile, così per un periodo non siamo riusciti a pagare. Quando siamo usciti da questo momento difficile abbiamo cercato un accordo, ma il padrone di casa ci ha detto che voleva indietro l'appartamento".

Le cifre di cui parla Pina sembreranno molto basse a tutti quelli che hanno un'idea dei fitti a Napoli. Ma la verità è che parlare di casa per questo immobile è quantomeno improprio. "In realtà sarebbe un deposito" conferma la donna. Le condizioni sono raccapriccianti. La "casa" è buia, senza affacci, con un soffitto che non arriva ai due metri. Come se non bastasse, in circa 25 metri quadri vivono quattro persone, costrette a dormire tutte nella stessa stanza. "Ho provato a cercare una nuova sistemazione - prosegue Pina - ma tutti i proprietari chiedono la busta paga e, inoltre, molte soluzioni in zona sono state usate per fare B&B o affittacamere". 

Queste quattro persone non vorrebbero lasciare il loro quartiere di origine. "Mia madre è ha letto da giorni - ci dice Pina - dopo che ci hanno comunicato lo sfratto è stata colpita da una forte depressione. Ha passato qui tutta la vita, qui ci sono tutti i suoi ricordi. Spero solo di poter trovare una casa per la mia famiglia". Ci sono due mesi di tempo, dopodiché lo sfratto diverrà esecutivo. 

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