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Discarica a Terzigno, il comune dice "No" al progetto di Bertolaso

Il sottosegretario alla Protezione civile spinge per la realizzazione della seconda discarica a Terzigno ma il sindaco (Pdl) e le forze politiche di centrosinistra si oppongono al progetto nell'area alle pendici del Vesuvio

Il sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso, non ritiene risolta la questione "rifiuti" in Campania e rilancia il progetto dell'apertura della seconda discarica a Terzigno. Un'iniziativa che, però, non piace al sindaco del comune interessato, Domenico Auricchio (Pdl), e neanche alla parte politica, il Pd.

Va avanti ormai da qualche tempo il braccio di ferro sul secondo impianto che il governo vorrebbe realizzare alle pendici del Vesuvio. Polemica che, negli scorsi giorni, ha coinvolto anche l'eurodeputata olandese, Judith Merkeis, che, in visita in Campania, ha espresso contrarietà all'apertura per il bene del territorio.

Mentre il sindaco del comune di Terzigno, che già ospita nel suo territorio una discarica, minaccia guerra contro Bertolaso,  anche le forze politiche di orientamento avverso si schierano a favore della battaglia. Il segretario regionale del Pd  ribadisce il suo "No" alla realizzazione di un altro impianto di smaltimento. "Vogliamo sapere dal Governo nazionale e dal presidente della Regione, Stefano Caldoro - ha dichiarato Amendola - qual è il piano per portare alla normalità la gestione e lo smaltimento dei rifiuti in Campania". Sulla stessa linea il consigliere regionale del Pd Mario Casillo. "La Provincia di Napoli ha stabilito che solo con un alto livello di raccolta differenziata si potrà scongiurare il rischio di una seconda discarica" a Terzigno. Non siamo d'accordo: tocca a loro, con il Governo e la Regione - continua Casillo - individuare un sito alternativo".

"Fare una seconda discarica a Terzigno significa sfidare la sorte, perché nono si può caricare tutto sulle spalle dello stesso territorio - ha affermato in aggiunta il capogruppo Pd in Consiglio regionale, Giuseppe Russo - L'emergenza non è mai finita, come Bertolaso ha avuto il coraggio di riconoscere. Se lo avessero fatto in campagna elettorale, sarebbe stato anche più corretto".

"Pensiamo che ci siano le condizioni per trovare rapidamente altri siti meno impattanti sul paesaggio. Avevamo messo in guardia Guido Bertolaso e il Governo nazionale che l'emergenza non era conclusa - ha dichiarato infine il consigliere regionale del Pd, Antonio Marciano, sollecitando l' impegno del presidente della giunta regionale di Stefano Caldoro.


INQUINAMENTO A SAN GIUGLIANO. Sempre rimanendo nell'ambito dell'argomento inquinamento e rifiuti, l'ex senatore di Rifondazione Comunista, Tommaso Sodano, ha rilasciato una dichiarazione in merito agli sviluppi dell'inchiesta sull'inquinamento delle falde acquifere nel giuglianese. "Non servivano certo le dichiarazioni del pentito Vassallo per sapere che i terreni dell' ex discarica Resit, nella zona di Giugliano, venivano avvelenati con una commistione agghiacciante tra politica, camorra e imprenditoria - ha dichiarato in una nota l'ex senatore Sodano - L'area degli sversamenti abusivi è molto più vasta e corre lungo l'asse dei Regi Lagni dalla zona Nolano-acerrana fino al litorale domizio. La Regione e il Governo diano subito il via libera a investimenti ingenti per caratterizzare tutti i siti inquinati e avviare una bonifica all'altezza della gravità del momento - conclude Sodano - coinvolgendo uomini di scienza da tutto il mondo per dare tutte le garanzie sulla correttezza e sull' efficacia degli interventi".

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