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Rifiuti, arriva la provocazione: discarica negli Scavi di Pompei

Lettera dei cittadini dei comuni vesuviani di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno indirizzata "ai nostri governanti". Oggi veglia di preghiera con il vescovo di Nola Depalma

Pungente la provocazione che arriva in queste ore dai cittadini dei comuni vesuviani di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno ed indirizzata "ai nostri governanti". Un parco nazionale all'ombra di un vulcano noto in tutto il mondo per ospitare due discariche, la seconda delle quali capace di inghiottire oltre 3 milioni di tonnellate di rifiuti? Si può pensare di sversare i rifiuti negli Scavi di Pompei e di Ercolano.

"Invece di realizzare la raccolta differenziata - scrivono i cittadini in una lettera - si ritiene più comodo devastare interi territori con mega discariche destinate a ricevere veleni e rifiuti che sfuggono a qualsiasi controllo". Se dunque vale il criterio "singolare che guida gli uomini delle istituzioni nella scelta dei siti da destinare all'apertura delle discariche in Campania e che già li ha indotti a individuare nel Parco nazionale del Vesuvio un ambiente evidentemente ospitale" allora si possono proporre anche località illustri come gli Scavi di Pompei, gli Scavi di Ercolano, la Villa di Oplonti e le Terme di Castellammare di Stabia.

Intanto i parroci di Boscotrecase lanciano l'allarme: "L'aria malsana sta rendendo invivibile la vita dei cittadini e la paura per la salute sta creando una 'fuga' di famiglie, impoverendo il paese". Oggi poi a Boscoreale, il vescovo di Nola monsignor Beniamino Depalma condurrà una veglia di preghiera in segno di solidarietà "ai tanti cittadini che stanno protestando contro la seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio e, in generale, contro la sistematica distruzione del territorio vesuviano".

Quanto alle accuse su presunti interessi della camorra a infiammare la protesta, per il vescovo "é compito della giustizia individuare eventuali infiltrazioni ma non è consentito a nessuno di infamare brava gente che da anni vede sversare nel Parco rifiuti pericolosi e nocivi e che ora, per la cecità delle istituzioni e della politica, è costretta ad incassare un nuovo letale colpo".

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