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Chiesta condanna per consigliere comunale di Castellammare

Quattro anni e sei mesi per estorsione aggravata richiesti ai danni di Massimiliano De Iulio, coinvolto in un processo a membri del clan Ridosso-Loreto

Quattro anni e sei mesi di reclusione. È questa la pena richiesta dalla Dda di Salerno ai danni del consigliere comunale di Castellammare di Stabia, Massimiliano De Iulio, accusato di estorsione aggravata dall'utilizzo del metodo mafioso nell'ambito del processo ad una serie di rappresentanti del clan Ridosso-Loreto di Scafati. I fatti che gli contesta la Dda di Salerno si riferiscono al periodo che va dal 2009 al 2010. Secondo l'antimafia, De Iulio si sarebbe reso protagonista di un'estorsione ai danni di un imprenditore. In quel periodo non era ancora consigliere comunale.

Nell'ambito della stessa inchiesta sono stati rinviati a giudizio anche pregiudicati di varie città dell'hinterland. Il 43enne rappresentante della lista “Stabia in Strada” alle ultime elezioni amministrative, fa parte dell'opposizione negli scranni di Palazzo Farnese ed ha sostenuto il candidato sindaco Gaetano Cimmino. Dure le richieste ai danni degli altri imputati come i cinque anni e sei mesi di reclusione richiesti ai danni del pentito Pasquale Loreto o i dieci anni per Pasquale e Luigi Ridosso mentre sei sono stati chiesti ai danni di Romolo Ridosso. Richieste dure nonostante lo sconto di un terzo della pena finale. Tocca adesso al Gup del tribunale di Salerno, Emiliana Ascoli, decidere sulle sorti dei 15 imputati.  

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