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Riaprono le palestre, ma il Covid-19 spaventa i clienti

Pochi gli avventori nonostante le misure di sicurezza adottate. Diversi centri fitness hanno deciso di proseguire la chiusura per il ritardo dell'ordinanza regionale. I gestori: "Non abbiamo incassato un euro e ripartiamo nel periodo più difficile"

 

Per trovare una palestra aperta a Napoli bisogna girare parecchio. Sono molte le attività rimaste chiuse nonostante il decreto del Governo e l'ordinanza della Regione Campania consentissero la ripartenza del settore fitness e benessere. Il motivo, hanno spiegato alcuni gestori, è che il documento regionale è giunto solo nella tarda serata del 24 maggio, troppo tardi per consentire di adeguarsi a tutte le norme. 

Ha riaperto i battenti solo coloro che si erano anticipati, seguendo le linee guida generali del Governo. Ma non si può certo parlare di un nuovo inizio all'insegna dei fuochi d'artificio. Nonostante tutte le misure di sicurezza attuate, i clienti sono pochissimi. "In verità clienti nuovi non se ne sono proprio visti - afferma Giuseppe Biancardi, della palestra Agorà di via Duomo - Le persone che avevano un abbonamento sono venute a chiedere il prolungamento". 

Forse, a intimorire gli avventori, oltre al rischio contagio, sono proprio le tante disposizioni da seguire. I gestori, dal canto loro, assicurano che fare sport in sicurezza è possibile anche nell'era del Covid-19. "Noi abbiamo fatto tutto al massimo - spiega Giuseppe D'Amato, socio di Over the Top, società di consulenza per la palestra Fit point di via Tarsia - La sanificazione è quella di livello massimo, gli ambienti sono dotati di postazioni con gel disinfettante e gli attrezzi sono distanziati di quattro metri". 

Le palestre sono tra quelle attività a non aver incassato un euro per quasi 3 mesi. E le settimane che verranno sono storicamente ostili ai centri fitness: "Sappiamo che le perdite proseguiranno - dichiara D'Amato - e dallo Stato non abbiamo visto alcun aiuto. Solo i consulenti sportivi hanno ricevuto il bonus di 600 euro". 

Per ritornare alla normalità bisognerà attendere: "Adesso dobbiamo soltanto reggere l'urto. - conclude Biancardi - Per lavorare a pieno regime dovremo attendere ottobre". Coronavirus permettendo.  

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