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Sanità, a Napoli convegno su artite reumatoide

Artrite reumatoide e sostenibilità economica: in occasione di "Rheumalink" operatori del settore si sono confrontati su liste d'attesa e registro regionale. Per una patologia che in regione conta 30mila casi

Sostenibilità economica, problemi di liste d'attesa e istituzione di un registro campano dell'artrite reumatoide: sono alcuni dei temi discussi nell'incontro Rheumalink tenutosi nella sede dell'Ordine dei medici e odontoiatri di Napoli. L'artrite reumatoide, è statio rilevato, "è una malattia infiammatoria che colpisce grandi e piccole articolazioni provocando dolore, tumefazione e, infine, limitazione funzionale". Sono oltre trentamila i casi registrati in Campania e le spese sanitarie legate a questa malattia "sono estremamente alte dati i trattamenti con medicinali biologici".
Più la diagnosi è precoce e precisa più vi sarà un minor spreco di risorse, e soprattutto il paziente verrà indirizzato verso "un percorso diagnostico terapeutico migliore ed efficace, assicurando il completo rispetto dell'appropriatezza prescrittiva".

L'obiettivo dei progetto Rheumalink è dunque quello di "promuovere il miglioramento delle conoscenze dei reumatologi, dei farmacisti e dei pediatri coinvolti nella problematica in materia di farmaco-economia, di gestione e management indispensabili per la costruzione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale tenendo sempre d'occhio la razionalizzazione e la possibilità di accesso alle cure attraverso l'ottimizzazione della distribuzione territoriale dei centri prescrittivi".

"La Regione Campania è ancora commissariata per quanto riguarda la sanità, ma sta rispettando un piano di rientro - ha affermato la professoressa Annamaria Triassi, organizzatrice del progetto - Creare un percorso diagnostico terapeutico è di fondamentale importanza in primis per il paziente che viene seguito in modo costante traendone benefici fisici e psicologici e poi perché così si riuscirà a razionalizzare la spesa sanitaria con la prerogativa di essere più incisivi ed efficienti". "Questa deve essere una metodologia di lavoro da esportare in tutti i settori della medicina - ha detto Raffaele Calabrò delegato alla Sanità della Regione - Bisogna abbattere la distanza tra centri di eccellenza e gli ospedali per così dire 'normali' e bisogna dare una giusta metodologia a tutti. Vi sono troppi sprechi economici e di energia. Gli esami, per esempio, vengono ripetuti innumerevoli volte in centri diversi e le liste di attesa si allungano sempre di più. Bisogna quindi essere efficienti e per farlo occorre avere una metodologia di lavoro e soprattutto accompagnare il paziente per mano dalla diagnosi fino alla guarigione. Solo cosi potremo ottenere un servizio migliore e abbattere gli sprechi".

Un modello da seguire in tal senso è stato illustrato dal professor Mario Delfino, dermatologo della Federico II di Napoli, un progetto che ha già funzionato per quanto riguarda la dermatologia Psocare ovvero: potenziamento delle prestazioni offerte, massima attenzione ai centri prescrittori ed un percorso certo". "Grazie a queste semplici ma efficaci regole - garantisce il professor Delfino - si potrà iniziare a parlare di successi e non di spreco di risorse".

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