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Sportello antiracket a Mugnano, la testimonianza di Renato Natale

Criminalità, camorra, omertà e nuova cultura della legalità i temi caldi del convegno. L'ex sindaco anticamorra: "Non ci vuole grande coraggio, basta fare la propria parte"

Mattinata di sensibilizzazione e informazione sull’antiracket e l’antiusura quella di ieri a Mugnano, dove è stato presentato il nuovo sportello d’ascolto per tutte le vittime di questo tipo di fenomeni criminali. Il progetto, dal titolo “Ricominciamo”, sarà gestito dall’Associazione Nuovi Orizzonti di Legalità con l’appoggio dell’amministrazione comunale.

Il racket (anche conosciuto come “pizzo”, quella tangente che gli esercenti pagano alle organizzazioni criminali) e l’usura annichiliscono lo sviluppo economico e sociale delle città, ma purtroppo soprattutto nelle regioni del sud sono largamente diffusi. In modo particolare, il racket è spesso considerato un fatto da ritenere ordinario, quasi normale, un affare "privato" delle vittime o persino un'attività secondaria della criminalità organizzata. In realtà, "il pizzo" è la più antica attività della mafia, della camorra e di molte altre organizzazioni criminali e di frequenta rappresenta la base della sua attività criminale, come specifica lo stesso ministero dell’interno in materia, “un sicuro strumento economico per mantenere l'organizzazione e per acquisire capitali da reinvestire in altre attività criminali o nell'economia legale; il modo più efficace per esercitare il controllo sul territorio”. Anche il fenomeno dell'usura (il prestito di denaro con un tasso d'interesse superiore al cosiddetto "tasso soglia") per lungo tempo non è stato percepito come un reale pericolo sociale, invece questa pratica criminale, sempre più spesso gestita nel nostro territorio dalla camorra, mina in maniera subdola la crescita della società.

Si è parlato di tutto questo alla conferenza di presentazione dello sportello e anche di quanto sia importante abbattere quel muro di omertà che è ancora ostinatamente presente nella nostra terra. Del bisogno di creare un clima di fiducia tra istituzioni, associazioni e cittadini, come hanno spiegato il Vice Prefetto Massimo De Stefano e il Vice Questore Vincenzo Gallozzi, della necessità di ripartire dal basso, dalle scuole, dai giovani, per creare una nuova cultura della legalità, un rinnovato senso civico che non faccia mai abbassare la guardia, né tanto meno la testa di fronte alle ingiustizie, come hanno sottolineato gli organizzatori.

Non ci vuole grande coraggio, basta fare la propria parte” ha risposto così Renato Natale, che ha presenziato al convegno, quando gli è stato chiesto come si fa ad andare avanti e a trovare il coraggio di non fermarsi nemmeno di fronte alle minacce.

“Noi non siamo ancora morti, fatti gli affari tuoi e non fare esposti tu e l’ex assessore Antonio Corvino altrimenti ti ammazziamo. Ricordati che hai moglie e figli”, queste le parole di minaccia da parte del crimine organizzato recapitate recentemente (e non per la prima volta) all’ex sindaco “anticamorra” di Casal di Principe (amministratore proprio nel periodo in cui fu ucciso dalla camorra Don Peppe Diana) e medico fondatore dell’Associazione Jerry Masslo che si occupa principalmente di aiutare gli immigrati in difficoltà, a causa del suo lavoro di contrasto all’illegalità e di recupero a scopo sociale dei beni confiscati alla camorra. Senza esitazione e con la pacatezza che contraddistingue quegli uomini che combattono quotidianamente, ma che non per questo si sentono degli eroi, Natale ha spiegato che “esiste un confine, una linea rossa del pericolo e se ci teniamo troppo “al di qua” rispetto a questa linea non siamo più cittadini, ma gentaglia”. “La frase che mi hanno ripetuto più spesso in questi ultimi trent’anni – ha aggiunto – è stata ‘Ma perché non ti fai i fatti tuoi?’, ma fare finta di non vedere quel che ci accade intorno, non muovere un dito per cambiare le cose non è farsi i fatti propri. Al contrario, sono fatti miei e sono fatti di tutti garantire la legalità, il diritto di parola a chiunque. I Casalesi (il clan di malviventi) hanno danneggiato l’immagine di un’intera città, la sua economia, ne hanno frenato lo sviluppo, come potrebbero questi non essere fatti miei? Non si tratta di coraggio, si tratta solo di coerenza”.

Il Sindaco Giovanni Porcelli ha spiegato che l’amministrazione darà il suo pieno appoggio all’iniziativa "Siamo qui per far ripartire questo progetto e per dare ai nostri cittadini un piccolo strumento in più per denunciare con forza chi affligge le nostre economie, siamo qui per dire a tutti quelli che sono vessati dalla criminalità non siete soli". "Vogliamo fare qualcosa di concreto per Mugnano e lo vogliamo fare nel migliore dei modi, abbiamo messo in piedi un valido gruppo di lavoro e sono convinto che otterremo risultati importanti" ha aggiunto Ciro Scognamiglio presidente dell'Associazione.

Lo sportello sarà aperto nei giorni dispari non festivi dalle 16 alle 18 presso l'Antica Chiesa di San Giovanni, un luogo scelto, non a caso, al di fuori delle istituzioni, che renda sicuro il cittadino che chiederà aiuto di poter mantenere l’anonimato . Sono stati anche attivati dei profili internet (orizzontilegalit@yahoo.it) e un numero di servizio telefonico (331.9323767).

"Basterà un cenno e non ci saremo, facciamo appello a tutti i cittadini: se conoscete una persona in difficoltà segnalatecela anche con un SMS, tutti insieme potremmo accendere una grande fiaccola di legalità in questo territorio difficile" hanno concluso gli organizzatori.

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