Cronaca

La refezione scolastica che non c'è: è ormai "autogestione"

I disagi non si risolveranno prima del 5 novembre. La bocciatura di Maria Triassi, docente di Igiene alla Federico II: "Capisco le necessità delle mamme, ma il cibo da casa è una pratica inopportuna"

Refezione

Data in rosso sul calendario: 5 novembre. Solo allora si saprà se i bambini napoletani potranno tornare a usufruire della mensa scolastica. Un anno scolastico cominciato male, malissimo. La refezione non c'è, e la protesta dei genitori - alcuni ormai operano in autogestione - è comprensibile.

L'assessore comunale all’Istruzione Annamaria Palmieri ha fatto sapere: "Vigilerò affinché neanche un giorno vada perso. Mi auguro che gli uffici rispettino i tempi, visto che saranno loro a svolgere la procedura. Sono tutti consapevoli dell’importanza del rispetto della data. Se i controlli burocratici sulle ditte verranno effettuati insieme agli inviti i tempi saranno rispettati".

Portare comunque il cibo da casa, per Maria Triassi - docente di Igiene alla Federico II - è una pratica non ortodossa e inopportuna. "In questo modo non esistono garanzie igienico-sanitarie né di fabbisogno nutritivo". Ecco allora almeno qualche consiglio per i genitori: scartare alimenti deperibili come carne, pesce e prosciutto cotto, e optare per cibi cotti o per panini con formaggio o frittata. "Capisco la necessità delle mamme, tuttavia tocca al Comune garantire che i bambini mangino a scuola".

IL CAOS IN ATTO - La gara europea bandita dal Comune è stata rinviata per un problema burocratico. Si è allora corsi ai ripari, spiega Ilaria Puglia del Mattino, con una procedura di emergenza che dovrebbe far partire la refezione dopo il ponte di Ognissanti. Alcune scuole si sono allora organizzate con la refezione fai da te. Partirà in autogestione da lunedì la scuola Piscicelli al Vomero. La dirigente scolastica Gabriella Talamo ha invitato infatti i genitori a preparare ai figli un panino conservato in una borsa termica. È fatto salvo, comunque, il diritto delle famiglie di prelevare i bambini alle 13, purché autorizzati dalla dirigente.


Intanto, altre scuole stanno valutando il da farsi mentre si mobilitano anche le municipalità che hanno chiesto al Servizio igiene degli alimenti dell’Asl Napoli 1 un parere in merito.

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