Reddito di inclusione, da dicembre al via le domande

La delibera ora passa al Consiglio Comunale ma il progetto è già approvato. Arriveranno oltre 16 milioni di euro da Comunità Europea e Governo per finanziare l'ampliamento della rete sociale partenopea: via libera a 181 assunzioni

Dalla Commissione Welfare presieduta dal consigliere Maria Caniglia arriva l'ok al rinvio in Consiglio per l'ampliamento della rete dell'assistenza sociale napoletana. Con l'assessore al welfare Roberta Gaeta e la direttrice dei servizi educativi del Comune Giulietta Chieffo, la Commissione ha discusso del reddito di inclusione sociale (ex SIA, da dicembre REI), che dal primo dicembre - salvo intoppi - dovrebbe partire sul territorio napoletano.
Si tratta di una misura di sostegno alle famiglie indigenti (ISEE sotto i 6mila euro, con figli minori o disabili, con un patrimonio sotto i 20mila euro; valido anche per gli over 55 disoccupati). Il sostegno si quantifica in 80 euro per nucleo familiare - fino a un massimo di 400 euro (nucleo di 5 persone), che dura per dodici mensilità. Dopo un anno il REI si blocca per nove mesi, ma si può inoltrare nuovamente domanda al termine di questo periodo. Per ampliare la rete sociale che, a Napoli, dovrà occuparsi delle famiglie indigenti, la Comunità Europea e il Ministero di riferimento hanno inteso erogare oltre 16 milioni di euro (cifra legata al raggiungimento dell'obiettivo). Con questi fondi il Comune si impegna a fare 181 assunzioni per rafforzare i 21 centri territoriali che forniscono assistenza sociale. Si cercheranno, attraverso appositi bandi che a breve saranno pubblicati, circa 50 amministrativi, 54 assistenti sociali, 50 educatori, circa 20 psicologi, 7 funzionari informatici. Sarà inoltre finanziato il potenziamento informatico/strutturale dei centri. Ogni nucleo familiare indigente dovrà, da dicembre, da quando saranno aperte le domande per ricevere il REI, essere accompagnato, attraverso un progetto personalizzato, in un percorso di inclusione sociale.
Segnaliamo che i consiglieri Simeone e Andreozzi, del gruppo consiliare DEMA, lamentano scarso confronto e dialogo tra le parti. "La cosa ci sembra già stabilita, e avremmo voluto almeno un confronto. Dobbiamo rendere conto di quello che si fa ai cittadini, ma troppo spesso veniamo a sapere le cose dalla stampa e non dagli assessori".

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