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Rapporto Zoomafia 2015: "La Campania si conferma tra le regioni più a rischio"

Allarmanti i dati sullo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2014 secondo il rapporto della LAV

Combattimenti tra cani, corse clandestine di cavalli, macellazioni abusive, pesca di frodo, traffico di fauna selvatica, tratta di cuccioli: sono questi i crimini contro gli animali gestiti dalla criminalità in Campania che emergono dal Rapporto Zoomafia 2015 redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV.

La nuova edizione del Rapporto, “Delinquenti, trafficanti, affaristi e crimini contro gli animali”, alla sua sedicesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2014.

Analizzando i dati delle Procure, emergono centinaia di denunce. A Napoli, in un anno i procedimenti penali sono aumentati del 40% e gli indagati del 4%. Inoltre, come rileva il rapporto, in Campania ogni 10 ore viene aperto un nuovo procedimento penale per reati contro gli animali. 

“Ancora una volta la Campania si conferma, purtroppo, un osservatorio privilegiato per i crimini a danno di animali - sostiene il dottor Ciro Troiano –. Lo sfruttamento criminale degli animali rappresenta, nelle sue diverse forme, un’importante fonte di guadagno per i vari gruppi di delinquenti dediti a tali traffici”.

“L’analisi di questo nuovo Rapporto conferma un dato preoccupante: la criminalità che sfrutta gli animali opera in modo aggressivo, spregiudicato, sistematico e continuo – continua Troiano –. E’ indispensabile, per un’efficace azione di contrasto, adeguare il nostro apparato normativo alle capacità offensive della zoocriminalità attraverso l’approvazione di alcuni provvedimenti legislativi, alcuni attesi da tempo, come il potenziamento della normativa sulla tutela penale degli animali, la modifica della normativa sugli animali d’affezione e delle norme sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani, le disposizioni sul doping e le corse di animali su strada prevedendo appositi divieti puniti con la reclusione e la multa, l’inasprimento delle sanzioni attualmente previste per gli illeciti in materia di adulterazione alimentare e in materia di pesca, la rivisitazione della legge sulle scommesse. Come sosteniamo da tempo, per contrastare questi fenomeni occorre una visione strategica e unitaria dei vari aspetti dell’illegalità zoomafiosa e sviluppare più intense sinergie di controllo e repressione. Per questo – prosegue Troiano – siamo contrari all’assorbimento del Corpo forestale dello Stato in altra forza di polizia. Come si possono contrastare i crimini contro gli animali e contro l’ambiente se si smembra l’unico corpo di polizia nazionale specializzato in tali ambiti? Anche il destino delle Polizie Provinciali ci preoccupa perché a livello locale rappresentano un importante strumento per la lotta a tali crimini. Temiamo – conclude Troiano – che gli unici a trarne vantaggio da scelte simili saranno i trafficanti, gli inquinatori e i gruppi criminali che operano a danno degli animali e dell’ambiente”.

ALCUNI DATI DEL RAPPORTO ZOOMAFIA 2015:

Il traffico di cuccioli trova in Campania centri di arrivo e smistamento di animali tra i più organizzati e importanti nell’intero Paese. I confini tra commercio legale e traffico illegale sono labili e non solo perché le rotte e la provenienza sono le stesse, ma perché molte volte, dietro importazioni legali e autorizzate vengono celati, tra i meandri di documentazione, certificati e passaporti, animali clandestini. Nei Paesi di origine i cuccioli vengono comprati per pochi euro, spesso arrivano ammalati e accompagnati da falsi pedigree e da documentazione contraffatta.

Le corse clandestine di cavalli attraggono ambienti criminali compositi. A volte si assiste a cartelli inediti formati da persone diverse sia per estrazione sociale che per appartenenza al mondo malavitoso. Altro settore di infiltrazione della criminalità organizzata è quello delle corse ippiche ufficiali, dove l’illiceità delle attività può riguardare sia la gestione delle scommesse presso i punti autorizzati sia la gestione delle stesse corse che possono essere influenzate da accordi occulti tra scuderie o driver, da atteggiamenti minatori verso i fantini o dalla pratica del doping sugli animali.

I combattimenti tra cani sono ritornati ad essere un’emergenza. Già da alcuni anni avevamo indicato segnali che facevano intravedere una ripresa del fenomeno, ma ora possiamo dire, agli esiti giudiziari e investigativi, che ci troviamo innanzi ad una nuova emergenza. Ritrovamenti di cani con ferite da morsi, sequestri di allevamenti di pit bull, pagine Internet o profili di Facebook che esaltano i cani da lotta, segnalazioni, persone denunciate: questi i segnali che indicano una recrudescenza del fenomeno in Campania. Preoccupante il coinvolgimento di minorenni.

La “Cupola del bestiame”. Un vero sistema di malaffare legato alla gestione di allevamenti, alle truffe, al furto di animali “da allevamento”, alla falsificazione di documenti sanitari e, spesso, con infiltrazioni della criminalità organizzata, inquina il comparto zootecnico. Allevamenti “lager” con animali maltrattati e allevati senza alcun rispetto per le norme igienico-sanitarie o macellati clandestinamente; un mattatoio abusivo in cui venivano macellati conigli; bovini rubati o abbandonati al pascolo senza controllo; animali da allevamento trasportati in condizioni esasperate: questi alcuni casi accaduti in Campania.

A questi dati si aggiungono, inoltre, quelli relativi alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel comparto della pesca e della vendita di pesce. ai traffici internazionali di fauna e al bracconaggio.

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