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Resta in carcere il figlio di un killer dei Gionta

Il tribunale del Riesame di Napoli ha scelto di confermare la custodia cautelare ai danni di Raffaele Raia di Torre Annunziata

Il tribunale del Riesame di Napoli ha confermato l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Napoli ai danni di Raffaele Raia, accusato di aver provato ad estorcere soldi ad un commerciante di Torre Annunziata per conto del clan Gionta. I giudici hanno scelto di confermare la custodia cautelare in carcere ritenendo gravi e concordanti gli indizi di colpevolezza raccolti ai danni del figlio di uno dei killer di Palazzo Fienga. Per il tribunale delle Libertà esiste il pericolo di fuga e di reiterazione del reato e per questi motivi hanno scelto di lasciare il giovane “rampollo” in carcere. Raia è stato arrestato lo scorso 17 maggio con l'accusa di tentata estorsione aggravata dall'utilizzo del metodo mafioso. In sede di convalida del fermo, il Gip decise di non convalidare ma di disporre comunque la custodia cautelare in carcere come richiesto dal pm della Dda, Claudio Siragusa.

Secondo l'antimafia il giovane, lo scorso 22 marzo a pochi giorni dalla Pasqua, avrebbe provato ad estorcere denaro ad un commerciante del posto non riuscendoci ma minacciandolo che ci sarebbero state delle conseguenze. Una tipica richiesta estorsiva in uno dei tre periodi dell'anno “caldi” sotto questo punto di vista oltre al Natale e a Ferragosto. Raia è figlio di Amedeo, killer del clan Gionta condannato all'ergastolo per l'omicidio di Ettore Merlino del clan Ascione Papale, su via Nazionale tra Torre Annunziata e Torre del Greco, il 24 maggio 2007. Con l'accusa di estorsione venne arrestato anche il fratello Catello in un'operazione dei carabinieri del luglio 2012 ad altri quattro giovani emissari del clan Gionta.  

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