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Ugo Russo (da foto Ansa)

Ugo Russo (da foto Ansa)

Quindicenne ucciso, il complice: "Volevamo andare in discoteca, il carabiniere gli ha sparato alle spalle"

L'interrogatorio di F., 17enne complice di Ugo Russo nella tentata rapina al carabiniere che ha poi sparato a quest'ultimo, aggiunge nuovi particolari alla tragica notte di sabato scorso

Volevano andare a ballare. Il decreto di fermo per F., 17enne complice del 15enne Ugo Russo ucciso da un carabiniere tra sabato e domenica, spiega che la tentata rapina ai danni del militare era dovuta al "desiderio di procurarsi del denaro per andare a ballare (movente condiviso anche dal complice deceduto)". "I due – proseguono gli inquirenti – avevano individuato la vittima e la avevano seguita per poi rapinarla nel momento in cui aveva parcheggiato la vettura".

La pistola finta e priva del tappo rosso, così come la targa falsa applicata allo scooter sul quale i due erano in sella, appartengono al 17enne. "Come ammesso in interrogatorio, egli non frequenta la scuola e trascorre le giornate per strada senza alcuna occupazione". Il pm ritiene sussista il pericolo di fuga, che i familiari non si siano mostrati collaborativi nell'indirizzare le forze dell'ordine verso il ragazzo.

Il difensore chiederà al giudice l'affidamento di F. ad una comunità.

La sua testimonianza

"Guidavo il motorino, ma non è mio. Mi sono fermato a due, tre metri dalla macchina del ragazzo – è stata la testimonianza del 17enne – Ugo è sceso, gli ha chiesto l’orologio, lui ha fatto il gesto, come per sfilarselo, e a quel punto ha sparato. Non ha detto di essere un carabiniere. Un primo colpo ha raggiunto Ugo al petto tanto da farlo sbalzare indietro. Si è girato per tornare verso di me. Il secondo proiettile, però, lo ha preso alla testa".

"Addosso un Rolex e una catenina"

Una precedente rapina

Secondo gli inquirenti, i due ragazzi avevano probabilmente già messo a segno un'altra rapina prima della tragedia in via Generale Orsini. I medici del pronto soccorso dell'ospedale “Pellegrini” avrebbero trovato addosso alla vittima un Rolex e una catenina che gli investigatori ritengono essere provento di un'altra rapina effettuata prima di provare a sottrarre, sempre un Rolex, al carabiniere. Una notizia non ancora certa però, dato che a quanto pare non ci sono denunce da parte di eventuali parti lese.

Le indagini

Sono due le procure che stanno lavorando sul caso. La procura dei Minorenni che ha formulato l'ipotesi di reato della tentata rapina, ai danni del 17enne complice del 15enne ucciso, e la procura di Napoli che invece indaga sull'omicidio, sull'atto di devastazione all'interno del pronto soccorso dell'ospedale nel cuore della Pignasecca, e sugli spari effettuati all'esterno della caserma Pastrengo dei carabinieri. Se fosse confermata l'ipotesi di una rapina precedente si aggraverebbe la posizione del 17enne arrestato subito dopo l'uccisione del 15enne. L'inchiesta della procura dei Minorenni è coordinata dal procuratore Maria de Luzenberger e dal sostituto Cerullo mentre quella della procura di Napoli è affidata all'aggiunto Rosa Volpe e al sostituto Simone De Roxas sotto il coordinamento del procuratore Giovanni Melillo.

Il carabiniere indagato per omicidio volontario

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