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Martedì, 21 Maggio 2024

Il calvario di Julia, bimba che entra e esce dall'ospedale: "Aiutateci a curarla" |VIDEO

Colpita da encefalite di Rasmussen all'età di 2 anni e mezzo, oggi ne ha 7. L'Asl copre solo la metà delle cure e i genitori hanno lanciato una raccolta fondi per accedere a un centro slovacco all'avanguardia

Quando Julia è stata colpita da un'encefalite autoimmune aveva 2 anni e mezzo. Oggi ne ha 7 e quell'episodio l'ha costretta a una trafila di terapie e cure. "La cosa più difficile è stata accettare la disabilità di nostra figlia - racconta Alessandra Buzzo, mamma di Julia - Lei è nata sana e oggi ha bisogno di riabilitazione, correttivi per camminare, per la postura, per muovere la mano, per il linguaggio. Da cinque anni entriamo e usciamo dagli ospedali". 

Alessandra, napoletana trapiantata a Milano, è stata costretta a lasciare il lavoro: "Julia si sottopone a ricoveri anche di due mesi, aveva bisogno della mamma accanto". Il Servizio sanitario nazionale copre solo una parte delle cure, circa la metà. Il resto è a carico della famiglia: "E' un costo enorme per noi. L'Asl garantisce solo la logopedia, mentre ci rivolgiamo a centri privati per la piscina riabilitativa e per la neuropsicologia, fondamentale per il ritardo cognitivo". 

A 7 anni, la piccola inizia a essere consapevole della sua disabilità: "Ci chiede perché non parla bene, perché muove male la manina. Stiamo per iniziare una fase dura, nella quale lei avrà difficoltà ad accettare ricoveri così lunghi". Le patologie di cui è affetta Julia hanno una soluzione, ma non esente da controindicazioni gravi: "C'è la possibilità di un intervento chirurgico per separare gli emisferi del cervello, ma resterebbe paralizzata dal lato destro". 

Da tempo, Alessandra e il marito hanno scoperto che in Slovacchia esiste un centro medico privato all'avanguardia. Accedere costa 20mila euro e dopo mille tentennamenti hanno deciso di ricorrere a una raccolta fondi: "Abbiamo utilizzato Gofundme, la campagna si chiama 'Un futuro migliore per la piccola Julia'. Non credevamo di ricevere tanto affetto, ringraziamo tutti quelli che hanno voluto contribuire". 

La speranza di un futuro veramente migliore non è tramontata: "Sappiamo che ci avviamo in una fase molto delicata, ma se devo pensare al futuro spero che Julia possa avere una vita il più possibile normale". 

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