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(Ansa)

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Niente funerali per Ugo Russo, il quindicenne ucciso da un carabiniere

Per le nuove disposizioni in materia di Coronavirus sono bandite tutte le cerimonie religiose. Un rapido passaggio della bara sotto l'occhio vigile delle forze dell'ordine. Corteo fermato dalla polizia in via Roma

Non ci sono stati i funerali di Ugo Russo, il quindicenne ucciso nella notte tra sabato 29 febbraio e domenica 1 marzo durante un tentativo di rapina ai danni di un carabiniere. I funerali erano previsti per questa mattina nella Chiesa di Santa Maria a Ognibene dei Sette Dolori, ma sono stati annullati per il recente decreto che riguarda le cerimonie, licenziato per cercare di contenere il contagio del Coronavirus. Sospese tutte le cerimonie civili e religiose. 

Un corteo ha attraversato i Quartieri Spagnoli ma è stato fermato dalla Polizia in via Roma. Secondo quanto riportato dall'Ansa, dopo il divieto di celebrare il funerale del ragazzo, amici e parenti sono partiti dall'abitazione del giovane e hanno trasportato il feretro per alcune centinaia di metri. Dietro i genitori uno striscione con la scritta 'Verità e giustizia per Ugo'. Il corteo è stato fermato in via Roma da un cordone di polizia.

Il padre: "E' stata un'esecuzione"

Il flash mob per i carabinieri

Intanto venerdì scorso il padre di Ugo, Vincenzo, ha partecipato al flash mob di solidarietà ai carabinieri. "Noi condanniamo sia l'attacco al pronto soccorso che gli spari alla caserma. Aver devastato i locali del Pellegrini è stato una reazione di rabbia, causata dal dolore, ma non è giustificata. Per questo motivo, abbiamo chiesto che tutti coloro che vorranno portare un fiore al funerale di Ugo di mettere quei soldi su un conto per risarcire l'ospedale", ha detto Vincenzo Russo. 

"Vogliamo giustizia - ha proseguito Vincenzo - mio figlio ha sbagliato e ha pagato. Il carabiniere ha fatto bene a sparare il primo colpo perché doveva difendersi. Ma se le indagini diranno che ha sparato ancora, alle spalle, mentre Ugo fuggiva, poteva farlo?". 

Il padre del quindicenne lancia un messaggio: "Da oggi voglio dedicare la mia vita a salvare gli altri ragazzi a rischio, perché quello che è succsso a mio figlio non deve più succedere".

Il flash mob ha visto la partecipazione di poche decine di persone davanti alla Caserma Pastrengo. E' stato organzzato dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli, che nei giorni precedenti si era scagliato contro la famiglia di Ugo, indicandola come principale responsabile della tragedia: "E' un segnale importante che il padre sia qui, anche se e nostre posizioni sono diverse. E' importante dire insieme che sparare a una caserma e devastare un pronto soccorso sono cose sbagliate". 

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