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La protesta / Acerra

Quarta linea del termovalorizzatore di Acerra: i comitati sul piede di guerra

Dopo la notizia dei 27 milioni stanziati in Consiglio regionale, insorge la rete “Stop Biocidio”

“Il consiglio regionale ha deciso di destinare 27 milioni di euro per la costruzione di una nuova linea dell'inceneritore di Acerra. Sì, inceneritore. Nonostante siano anni che De Luca e il suo entourage non fanno che parlare unicamente di termovalorizzatore - dichiarano in una nota gli attivisti di Stop Biocidio. Inizia così un ulteriore capitolo della storia con protagonista la Regione Campania chiamata inganno.  Ci raccontano di voler costruire una nuova linea per esigenze manutentive. La realtà è che vogliono ampliare. Ma è mai possibile che il piano di manutenzione di un impianto di questa portata (già circa 900mila tonnellate all’anno) preveda a un certo punto la costruzione di una quarta linea uguale alle altre tre? Anzichè investire 80 milioni ( questa la previsione di spesa complessiva) per sopperire alla manutenzione sarebbe sicuramente più efficiente accordarsi con altri impianti simili  che sono già in dismissione.

Inoltre, le manutenzioni per cui sarebbe necessaria la quarta linea, a detta della regione, sono previste tra il 2027 e il 2029. Se davvero non pensiamo di ridurre la quantità di rifiuti a incenerimento di un terzo, stiamo ammettendo di fregarcene altamente degli obiettivi e degli accordi internazionali per la riduzione degli impatti ambientali del ciclo dei rifiuti. Tutto ciò è gravissimo. Ampliare e non procedere con i piani di riduzione e dismissione degli impianti di incenerimento dei rifiuti è l’opposto di quanto sarebbe necessario per affrontare la crisi ecologica e climatica e strutturare la transizione verso l’economia circolare. Sono obiettivi necessari e raggiungibili, lo dicono l’unione europea e il Conai( consorzio nazionale imballaggi), non i comitati - quelli per intenderci che secondo il presidente De Luca sono brutti, ignoranti e cattivi. 

A conti fatti - si sta prevedendo di aumentare la quantità di rifiuti bruciati e di aumentare quindi il carico di contaminanti immessi in atmosfera senza fare i conti con quelli che sono gli attuali livelli di (pessimi) di qualità dell’aria. Appare chiaro che così facendo si va nella direzione opposta degli standard internazionali favorendo ancora le logiche della spartizione e degli affari sulla pelle dei cittadini.  Starà agli acerrani e a tutti gli abitanti della regione che tengono a cuore la tutela dell’ambiente e della salute opporsi a questa ennesima scellerata scelta. Noi saremo dallo loro parte, a difesa della nostra terra” concludono gli attivisti. 

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