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La pubblicità sotto accusa

La pubblicità sotto accusa

"Faccio la escort": in città c'è una nuova pubblicità choc

Una nota casa di moda partenopea ha tappezzato bus e mura con manifesti provocatori. Chiari riferimenti alla sfera sessuale e religiosa. Carlo Giovanardi: "Intervenga l'Agcom"

Campagne pubblicitarie che infiammano gli animi e danno il via alle polemiche. Non è certo la prima volta che ciò accade in città L’ultima in ordine cronologico: una nota casa di moda partenopea ha tappezzato i bus e le mura della città con manifesti provocatori.

Le modelle ammiccano da giorni e gli slogan mostrano chiari riferimenti alla sfera sessuale e religiosa. C’è Maddalena ad esempio, in minigonna mozzafiato e sguardo languido, che dice: “Faccio la escort e non sono una ragazza facile". E poi Maria: "Non sono vergine e ho una forte spiritualità".

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia Carlo Giovanardi ha invocato l'intervento immediato dell'Agcom considerato il carattere offensivo della campagna pubblicitaria. “È una manifestazione di degrado, e non di progresso, ricorrere a simboli religiosi per fare pubblicità. Una cosa negativa cercare lo scandalo, con la consapevolezza di offendere, per promuovere un brand. L’Agcom– deve intervenire e fermare chi fa il furbo. Trovo offensivo mischiare il sacro con il profano e strumentalizzare simboli religiosi che sono sacri per milioni di cittadini. Quando si toccano elementi che hanno a che fare con la sfera religiosa l’autocensura dovrebbe essere automatica’.

I CASI DI PUBBLICITA' SCOMODE - Tre anni fa apparve in città un maxi-cartellone con il seno di una modella coperto solo dalle sue mani. Lo slogan a corredo: "Vesuvio ed Etna mai così vicini" fu l’idea di una compagnia di navigazione impegnata a offrire alla sua clientela collegamenti rapidi tra il porto di Napoli e le mete siciliane.


Bufera un anno dopo anche per la campagna pubblicitaria che vedeva, sullo sfondo del Pan de Sucre di Rio, due giovani modelle bloccate e perquisite da due poliziotti in divisa con modi tra l´osé e il violento. Dure le reazioni su quella pubblicità definita “ignobile e lesiva della dignità delle donne”.

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