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Campi Flegrei, un'evacuazione per pochi

Solo alcune decine di persone hanno partecipato alla simulazione di un evento vulcanico. I cittadini si sono radunati in un deposito a Pozzuoli e sono stati trasferiti in bus alla stazione di piazza Garibaldi. Le istituzioni: "Siamo soddisfatti". Ma mancano i piani comunali d'emergenza

 

Più ombre che luci sulla prima evacuazione simulata dei Campi Flegrei. Solo poche decine di persone hanno preso parte alla prova, a fronte delle centinaia invitate a partecipare nei giorni scorsi. Questa mattina, i cittadini coinvolti si sono ritrovati nel deposito Ctp via Atriaco, a Pozzuoli, dove la Protezione civile ha messo in piedi un punto di censimento della popolazione da evacuare. 

Dopo la fase del riconoscimento, le persone sono ostate sistemate su due autobus di linea diretti alla stazione centrale di Napoli. Sono bastati due mezzi, per altro non del tutto occupati, per trasportare i cittadini da trasferire. Una volta a piazza Garibaldi, i due gruppi sono stati guidati al binario predisposto per la simulazione, dove sono stati nuovamente identificati prima di salire su un Freccia Rossa di Trenitalia che, in caso di vera emergenza, sarebbe partito alla volta della Lombardia, regione gemellata con Pozzuoli. 

L'atmosfera era più quella della scampagnata del sabato, piuttosto che quella sincopata e serrata di un'evacuazione. "Effettivamente la partecipazione è stata scarsa - ammette il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia - anche se bisogna dire che non abbiamo voluto informare una fetta ampia di persone, per non rendere più difficile la logistica. La verità è che forse on siamo culturalmente preparati a un piano di evacuazione". Quella effettuata è la prima esercitazione nazionale: "Considerando questo - prosegue il primo cittadino - mi ritengo soddisfatto. Bisogna migliorare, ma siamo felici di quanto fatto fino a ora". 

Partecipazione a parte, il vero punto debole del piano di evacuazione, sia per i Campi Flegrei che per il Vesuviano, è l'assenza dei piani di protezione civile che tutti i comuni coinvolti dovrebbero approvare. Al momento, sono ancora molte le amministrazioni sprovviste di questo documento. In caso di vera emergenza, basta che soltanto un Comune non abbia il piano in regola per mandare tutto a monte. "Quello dei piani di protezione civile è la nota dolente di tutta la rete - afferma Angelo Borrelli, il capo nazionale della Protezione civile - ed è una grande responsabilità dei sindaci. Mi appello a loro perché tutti possano approvarlo nel più breve tempo possibile. Anche perché, come dimostrano altri eventi, in caso di emergenza i primi cittadini pagano in prima persona".  

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