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Blocchi a Terzigno, tutti gli aggiornamenti

Arresti e fermi nella notte. Ostruite le strade di accesso alla discarica, carabinieri e agenti in Via Panoramica. Chiudono le scuole a Boscoreale. Dalle verifiche, non esiste un aumento della flora batterica o virale

È scoppiata nel fine settimana l'ennesima protesta a Terzigno. Due autocompattatori dati alle fiamme, altri 5 danneggiati, decine di camion bloccati nella discarica.

Tra sabato notte e l'intera domenica, gruppi di dimostranti hanno bloccato di nuovo via Zabatta, la strada che collega Boscoreale con Ottaviano, impedendo a circa venti camion di ritorno dalla discarica Sari di Terzigno di passare. E la protesta continua.

AGGIORNAMENTI

Sabato 23 ottobre

Ore 12.00 - Due poliziotti e tre carabinieri contusi: è il bilancio della notte di scontri nei pressi della discarica Sari. La polizia ha risposto con un nutrito lancio di lacrimogeni a pietre, petardi, razzi e molotov lanciate dalla parte più violenta dei manifestanti. Alle 3 è stata liberata la statale 268, nei pressi di Ottaviano mentre in mattinata, in via Nazionale, a Boscotrecase, non lontano dalla discarica, due persone a bordo di un motorino hanno lanciato bottiglie incendiarie nell'isola ecologica danneggiando due mezzi. Il custode, un immigrato del Marocco, è rimasto ustionato a un piede.

Venerdi 22 ottobre

Ore 19.00 - Centinaia di dimostranti bloccano le stazioni della circumvesuviana di Terzigno, Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano. Il traffico ferroviario è stato ovviamente interrotto. La direzione della circumvesuviana ha deciso inoltre di interrompere l'erogazione di energia elettrica allo scopo di evitare eventuali problemi alla incolumità fisica dei manifestanti. Bloccata anche la strada statale 268 che collega alcuni centri del vesuviano. Il blocco è in atto all'altezza dello svincolo di Ottaviano.

Ore 14.30 - Una trentina di manifestanti è presente per una protesta pacifica in via Astalonga a San Giuseppe Vesuviano, una strada non lontano dal centro cittadino. Molti esercizi commerciali hanno chiuso le saracinesche e apposto un cartello con la scritta 'No alla discarica' in segno di solidarietà. Secondo quanto riferisce la Questura di Napoli, l'arrivo dei manifestanti nel centro vesuviano ha causato solo problemi di traffico in alcune strade del paese.

Ore 14.00 - Vertice straordinario e conferenza stampa a Palazzo Chigi di Silvio Berlusconi. "La nuova gestione verrà assunta dai professionisti della Protezione Civile. Prevediamo che in 10 giorni la situazione potrà tornare nella norma". Un gruppo di manifestanti, intanto, effettua un presidio davanti alla discarica ex Sari. Dopo un breve colloquio con gli uomini delle forze dell'ordine, è stato consentito il passaggio del gruppo di persone. Alcuni manifestanti espongono striscioni con scritto "Berlusconi hai perso il Sud".

Ore 13.00 - Proteste anche in città, marciapiedi ormai coperti dai sacchetti. Un cumulo di rifiuti tiene intanto bloccata l'automobile di un disabile parcheggiata in via San Giacomo. La vettura, di colore blu, si trova negli spazi riservati agli invalidi, contrassegnati con di delimitazione strisce gialle, e non può essere spostata a causa dell'enorme quantità di spazzatura che ne impedisce qualsiasi manovra. Nel frattempo a Terzigno alcune bandiere tricolore sono state collocate dai manifestanti sulla barricata realizzata, anche con materassi e pezzi di legno, sulla strada per la discarica. "Adesso - dicono i manifestanti - per far passare i camion le forze dell'ordine dovranno strappare quelle bandiere sulle quali hanno giurato fedeltà alla Repubblica".

Ore 10.00 - Tra i manifestanti c'è Gennaro, residente in via Balzani, a ridosso della rotonda di via Panoramica ove da giorni gli scontri vanno avanti. In una busta, l'uomo ha raccolto decine di cartucce di lacrimogeni, uno dei quali ha colpito anche la sua auto. "È possibile tutto questo? Ditemi se siamo scesi in guerra". Intanto una pianta di ulivo è al centro delle violenze in corso. Un simbolo di pace, posto sulla rotonda di via Panoramica, che fu scelto dai manifestanti pacifici come luogo di incontro per rivendicare il diritto alla vita contro il pericolo delle discariche.

Ore 7.00 - Nuovi scontri nella notte. Carabinieri e agenti di polizia posizionati in più punti di via Panoramica, mentre gruppi di manifestanti sono nella parte più a sud della zona al centro degli incidenti. Qui hanno fatto esplodere alcuni grossi petardi. Nessun camion di rifiuti è riuscito a sversare: tutte le strade di accesso alla discarica sono infatti ostruite da una serie di barricate alzate dai manifestanti. Nella notte una persona é stata arrestata mentre altre due, che erano state in un primo fermate, sono state poi rilasciate. I reati contestati: adunata sediziosa, detenzione di materiale esplodente, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Intanto il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, ha disposto la chiusura per due giorni delle scuole cittadine mentre Ferruccio Fazio, ministro della salute, fa sapere: non esiste un'emergenza sanitaria. In corso, infatti, controlli sulla eventuale presenza di diossina negli alimenti, legata alla combustione dei rifiuti che avviene per strada. Dalle verifiche, è stato possibile accertare che non esiste un aumento della flora batterica o virale.

Giovedi 21 ottobre

Ore 17.30 - Si apprende negli ultimi minuti attraverso Peace Reporter e Agoravox di un giovane manifestante che sarebbe stato investito da un'auto della polizia e si troverebbe ora ricoverato in gravi condizioni presso un ospedale della zona. I manifestanti stavano procedendo dalla rotonda panoramica fino alla Pizzeria Rifiugio quando la polizia avrebbe caricato, investendo il ragazzo. La notizia al momento non ha ancora trovato conferme ufficiali.

Ore 16.30 - Nuovi scontri con lancio di pietre e lacrimogeni tra manifestanti e forze dell'ordine alla rotonda di Via Panoramica. I blindati delle forze dell'ordine cercano di uscire della zona ma sono sotto attacco dei manifestanti che lanciano ordigni artigianali e pietre. Dai blindati partono lacrimogeni contro i manifestanti. Si parla di due poliziotti feriti.

Ore 16.00 - Cinque autocompattatori che avevano sversato rifiuti nella discarica Sari sono stati bruciati nella zona di via Passanti a Boscoreale. I mezzi, scortati dalla forze dell'ordine, sono stati colpi da lanci di pietre e altri oggetti. Gli autisti sono scesi e sono scappati via. I mezzi sono stati accerchiati da centinaia di manifestanti che vengono in questi minuti caricati dalla Polizia.

Ore 15.00 - Una Fiat Punto, senza persone a bordo e appartenente alle forze dell'ordine, è stata data alle fiamme da alcuni manifestanti che si trovano alle strade d'accesso che portano alla discarica di Terzigno. L'auto, che non reca i contrassegni delle forze dell'ordine, era stata in precedenza vandalizzata da un lancio di pietre.

Ore 14.00 - La polizia ha rimosso un blocco stradale in via Passanti a Boscoreale, non lontano dall'area della discarica Sari di Terzigno. La zona è sorvolata da un elicottero della polizia. E mentre Stefano Caldoro rassicura i cittadini - "Cava Vitiello sarà un impianto totalmente sicuro, le paure di oggi sono frutto di un passato fatto di totale abusivismo, di sversamenti illegali in cui finiva anche ogni sorta di materiale pericoloso" - Domenico Auricchio, sindaco di Terzigno, è giunto a Palazzo Grazioli a Roma. "Sono venuto qui, nessuno mi ha chiamato. Voglio incontrare il presidente Berlusconi per capire cosa è successo ieri e trovare una soluzione. Venti giorni fa mi disse che avrebbe trovato la soluzione per la seconda discarica, me lo aveva promesso il giorno del suo compleanno. Non vogliamo fare polemiche, ma sapere cosa è successo ieri con i vertici campani. Bisogna modificare la legge di provincializzazione dei rifiuti".

Ore 11.00 - Momenti di forte tensione a Boscoreale dove un gruppo di persone armate di bastoni ha distrutto le vetrine di diversi negozi del centro storico. Il raid si inserisce nel clima difficile scaturito dall'annuncio della seconda discarica. Genitori nel panico, tanto da decidere di recarsi a scuola a prendere i loro figli prima della fine delle lezioni. Alcuni manifestanti hanno poi bruciato una bandiera italiana in piazza Pace. Al pennone del Comune, invece, il tricolore è stato abbassato a mezz'asta ed è stato esposto un drappo viola tra gli applausi della folla presente.

Ore 1.00 - Ancora scontri tra polizia e un gruppo di manifestanti presenti nei pressi della discarica. Dopo il lancio di grossi petardi da parte di un gruppo di persone e la risposta della polizia con l'utilizzo di lacrimogeni, la folla dei manifestanti ha iniziato a correre per il timore di essere raggiunta dai lanci delle forze dell'ordine che hanno reagito all'attacco. Le persone presenti sul posto lamentano bruciori agli occhi e alla gola per l'utilizzo dei lacrimogeni. Insieme con il lancio di alcuni petardi, un gruppo di manifestanti ha fatto esplodere una batteria di fuochi d'artificio. Il gesto è stato accolto con un applauso dalla folla presente sul posto. Diversi manifestanti sono stati poi caricati a manganellate. Alcuni di loro sono caduti a terra, colpiti dalle forze dell'ordine, mentre una donna è stata fermata perché ritenuta coinvolta negli sconti.

Mercoledi 20 ottobre

Ore 19.00 - Arriva la decisione dei parlamentari del Pdl campano, insieme con il governatore Stefano Caldoro e i presidenti delle Province di Napoli, Avellino e Salerno, Cesaro, Sibilia e Cirielli, di dare il via libera alla seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio, in località Cava Vitiello. "L'unica strada è il rispetto della legge e questa prevede la realizzazione della nuova discarica, una discarica controllata e sicura in grado di garantire la massima tranquillità alle popolazioni residenti migliorando radicalmente la situazione attuale".

Ore 7.00 - Nuova notte di tafferugli tra manifestanti e forze dell'ordine. Sono 31 gli compattatori che sono riusciti a sversare nella discarica Sari, mentre un autobus della società Eav veniva incendiato. È accaduto in via Nazionale Passanti, all'interscambio tra diversi comuni vesuviani. Sulla zona della rotonda di via Panoramica che conduce allo sversatoio, intanto, rimane un un gruppo di manifestanti ma la situazione appare al momento tranquilla.

Martedi 19 ottobre

Ore 14.00 - Sono state arrestate le cinque persone che, in seguito agli scontri della scorsa notte, erano state condotte in commissariato. L'accusa è di concorso tra di loro per violenza e resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Uno dei cinque arrestati è accusato anche di porto abusivo di materiale esplosivo. Sono stati sequestrati infatti tre ordigni artigianali inesplosi considerati di elevata potenzialità.

Ore 13.00 - Cinque manifestanti anti discarica sono saliti sul tetto del comune di Terzigno per protestare contro l'amministrazione del comune vesuviano che, a loro avviso, "non si sta adoperando a sufficienza". Nel frattempo, un centinaio di dimostranti stazionano davanti l'ingresso dell'edificio comunale e gridano slogan all'indirizzo dei componenti la giunta. Il vice sindaco Francesco Ranieri commenta: "Sono con loro, ma è ingiusto attaccare noi che quotidianamente stiamo facendo quanto è nelle nostre possibilità per evitare l'apertura della seconda discarica nel nostro Comune. L'esasperazione è giunta ai massimi livelli e le istituzioni non si possono dimenticare di noi. I cittadini sono in attesa di risposte ed è ovvio che le proteste non si fermeranno prima di giovedì quando, cioé, finalmente ci sarà un atto ufficiale che scongiuri questo secondo disastro per il nostro territorio".

Ore 12.00 - I rifiuti del napoletano finiranno anche in altre tre discariche campane. Questa la decisione del presidente della giunta regionale della Campania Stefano Caldoro che, avvalendosi dei poteri sostitutivi che la legge gli conferisce in questa fase di transizione dall'uscita dell'emergenza commissariale all'ordinaria gestione dello smaltimento rifiuti, ha individuato i tre siti: Savignano Irpino (AV), San Tammaro (CE) e Sant'Arcangelo Trimonte (BN).

Ore 11.00 - Un gruppo di manifestanti, in particolare donne, ha fatto irruzione nell'ufficio del sindaco Gennaro Langella del vicino comune di Boscoreale buttando all'aria documenti e mettendo a soqquadro scrivania e suppellettili. Intanto giungono le dichiarazioni del primo cittadino di Napoli, Rosa Russo Iervolino: "Come sempre c'é un misto di gente e mamme per bene che protestano in buona fede insieme ad una parte di sobillatori e camorra". La Iervolino ha anche ricordato gli scontri avvenuti circa due anni fa a Pianura, quando i cittadini si opposero con forza all'apertura di una discarica in quel quartiere: "Non so se gli scontri di Terzigno siano più o meno di quelli di Pianura, ma le guerriglie sono sempre una cosa tristissima. Credo che occorra fare tutto il possibile per evitarle - ha concluso - così come stanno facendo il prefetto, Caldoro e Cesaro".

Ore 10.00 - L'accesso dei camion risulta essere nuovamente bloccato. I manifestanti si sono messi davanti agli autocompattatori con le mani alzate. Alcune donne si sono inginocchiate e piangono. Le accuse alla polizia: "Dovreste stare dalla nostra parte e non scortare dei camion che portano rifiuti di ogni tipo. Ci state avvelenando".

Ore 9.00 - I racconti dei manifestanti. Luisa Lettieri: "Erano le sei, eravamo una decina di donne quando ci siamo visti davanti centinaia tra carabinieri, poliziotti e finanzieri. Abbiamo mostrato i rosari, qualcuno di noi aveva un ramoscello di ulivo ma loro erano armati e con i manganelli e sono passati. Per colpa di questa discarica ho perso la mia casa. Abito vicino allo sversatoio e non posso permettere che il futuro dei miei figli sia compromesso". Aniello Matrone, produttore agricolo: "Ormai la frutta è tutta da buttare".

Ore 8.00 - La strada che porta alla discarica di Terzigno risulta essere presidiata da agenti di polizia in assetto antisommossa. Intanto la via è stata liberata da un enorme masso che era stato collocato ieri al centro della carreggiata dai manifestanti. L'operazione è stata possibile grazie all'intervento di due ruspe della Polizia e dei Vigili del Fuoco. Ancora forte la tensione con un gruppo di manifestanti che ha inveito al passaggio delle camionette della Polizia. Trentasette, comunque, gli autocompattatori che sono riusciti a sversare i rifiuti. Altri 30 camion, secondo quanto si è appreso, sono in attesa di effettuare l'operazione.

Ore 7.00 - Cinque persone coinvolte negli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine sono state portate in commissariato a Torre Annunziata. Via Zabatta e tutte le strade che portano alla discarica appaiono attualmente piene di detriti e in diverse vie è stata riversata a terra spazzatura. I vigili del fuoco sono intervenuti con pale meccaniche per rimuovere le barricate, formate da materiale di risulta edile, pezzi di ferro, mentre sulla carreggiata era stato riversato olio. Nessuno dei compattatori è riuscito a sversare rifiuti nella discarica.

Lunedi 18 ottobre

Ore 19.00 - Per i prossimi sei giorni, nella discarica Sari di Terzigno saranno sversate 800 tonnellate di rifiuti al giorno a fronte delle attuali 1.800. E' l'impegno assunto in Prefettura a Napoli, nel corso di un vertice con rappresentanti delle amministrazioni locali, l'assessore regionale all'Ambiente, Giovanni Romano e il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, di cui ha riferito, al termine dell'incontro, il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella.

Ore 18.00 - Un grosso masso viene stato posto al centro della carreggiata, all'incrocio di via Zabatta. Per rimuoverlo è stata fatta arrivare una ruspa che ha collocato al centro della strada anche terreno e rami di alberi.

Ore 16.00 - Le immagini dell'emergenza rifiuti arrivano anche sulla stampa spagnola. Fotografie dell'immondizia napoletana in strada sono infatti comparse sulle pagine del quotidiano 'El Pais'. Le immagini hanno allertato la dirigenza del colosso `El Corte Ingles', partner del programma di promozione delle aziende campane che ha chiesto delucidazioni sulla reale situazione rifiuti in Campania.

Ore 15.00 - Il bilancio degli scontri parla di due poliziotti e un carabiniere feriti. Le forze dell'ordine erano dirette alla discarica Sari per dare il cambio ai colleghi di stanza all'impianto. Intanto giunge la denuncia dell'avvocato Lucio Pisacane: "Stavamo occupando la rotonda quando quattro camionette della polizia sono giunte. Ci siamo distesi a terra, sotto le camionette, ma siamo stati presi di forza e picchiati con i manganelli. Tra di noi c'è anche una donna incinta e un invalido. La donna è svenuta mentre l'invalido è in preda a una crisi".

Ore 12.00 - Cariche della polizia impegnate a rimuovere il blocco dei manifestanti che hanno prima realizzato una barricata di fuoco sulla salita con suppellettili varie, per poi prendere parte a un lancio di bottiglie e sassi nei confronti delle forze dell'ordine. Quattro camionette di polizia e dei carabinieri riescono però a passare il blocco. Alla rotonda di via Panoramica, intanto, resta un presidio formato da oltre 200 persone.




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