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Ospedali: è caos al Pellegrini e all'Ascalesi

La protesta iniziata all'ospedale Ascalesi si è allargata fino al Pellegrini. I dipendenti sono saliti sul tetto e hanno iniziato un presidio, con l'appoggio dei sindacati

Continua la protesta all'interno degli ospedali napoletani. Dal Pellegrini all'Ascalesi, la rabbia dei dipendenti è giunta a livelli molto elevati. E la motivazione è più che valida: il mancato pagamento degli stipendi. All'ascalesi, personale sanitario e medici si sono riuniti nel cortile, mentre alcuni sono saliti su un terrazzo e sui cornicioni. Stesso comportamento, si è verificato anche al Pellegrini, annunciando lo stop all'attività con garanzia solo dei servizi di urgenza.

"Quanto sta accadendo alla Asl Napoli 1 - dice Vincenzo D'Anna, presidente di FederLab Italia - é quello che, alcuni mesi fa, era stato ampiamente preannunciato. Tuttavia, nonostante la gravità della situazione, si ritarda, con il solito attendismo e la solita indolenza, ad affrontare l'intera questione con la dovuta risolutezza ed energia". "Il problema della paralisi della ASL Napoli 1 - continua D'Anna - non riguarda solamente i lavoratori e gli impiegati, ma anche tutta la costellazione dei fornitori di beni e servizi, che ormai vantano nei confronti della Asl crediti milionari; il mancato pagamento li sta mettendo in ginocchio, con ulteriori gravi conseguenze sia di natura occupazionale che economica". "Una situazione - conclude il presidente - che deve essere sbloccata velocemente, ridando fiducia ai lavoratori con un piano di ristrutturazione rigoroso, e ai fornitori, decidendo di dare il via alla certificazione del credito, sul modello di quanto stanno già facendo diverse aziende sanitarie campane. Il tempo del lavoro e dell'economia non può più aspettare le lungaggini e l'immobilismo della politica".

Su questo problema, che preoccupa molti soprattutto per quanto riguarda tutti i servizi che l'ospedale dovrebbe offrire, si sono espressi i sindacati. Tra questi, Antonio Ruggiano, sindacalista della Fsi-Usae, il quale si è messo dalla parte dei dipendenti affermando che "In molti con quei soldi ci vivono e tempo per aspettare non c' è".
Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confsal hanno invitato "tutti i lavoratori non di turno a garantire la continuità del presidio sotto Palazzo Santa Lucia". Per i rappresentanti di Ugl e Fials, Franco Patrociello e Ciro Schiattarella, "c' è una grave indifferenza politica nel sottovalutare queste problematiche. Per i lavoratori a reddito fisso già la pressione fiscale è enorme. - afferma Schiattarella - Se poi gli stipendi non arrivano, allora il tutto viene letto come un segnale preoccupante per il futuro". Questa la prospettiva dei sindacati, che è emersa anche nella lettera inviata al Prefetto di Napoli.

 

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 16:45 - Proseguirà anche lunedì prossimo il presidio di protesta promosso da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confsal per sollecitare il pagamento degli stipendi agli addetti della Asl Napoli 1. Assemblee e iniziative sindacali si sono svolte in tutti i presìdi dell'Azienda sanitaria. Dall'Ascalesi al Pellegrini la mobilitazione, sottolinea un comunicato, si "é sviluppata con forme di protesta che non hanno comunque compromesso la copertura dei servizi di emergenza". In un volantino distribuito ai cittadini, il sindacato invita per la giornata odierna "tutti i lavoratori non di turno a garantire la continuità del presidio sotto Palazzo Santa Lucia".

Per il consigliere regionale dell'Api Giuseppe Maisto, "è estremamente grave non aver garantito ad oggi il pagamento delle spettanze ai dipendenti dell'Asl 1. Perché aspettare la prossima settimana e non averlo fatto prima, attraverso l'anticipazione di liquidità prevista appunta nella seduta di Giunta di lunedì prossimo ?".

"Bisogna mettere mano - conclude Maisto - in maniera definitiva ad un piano di stabilizzazione economica capace di dare certezza a chi lavora".

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