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Sabato, 4 Febbraio 2023
Cronaca San Ferdinando / Via Santa Lucia

Gli Ultras infiltrano la protesta: caccia ai responsabili degli assalti

Tra le migliaia di manifestanti c'erano volti noti alle forze dell'ordine

A poche ore dalle proteste violente che si sono verificate a via Santa Lucia contro l'annuncio di un nuovo lockdown, sono partite le indagini delle forze dell'ordine. L'obiettivo è quello di risalire agli autori degli atti vandalici e degli assalti agli uomini in divisa schierati a protezione del palazzo della Giunta regionale della Campania. Gli uomini della Digos e dei servizi informativi dei carabinieri stanno visionando i filmati girati nel corso della manifestazione di ieri per riuscire a risalire all'identità dei manifestanti più violenti. Un'operazione non semplice visto che coloro che hanno fatto partire le azioni violente sembrano essere dei “professionisti della guerriglia”. Con il volto ben coperto e azioni militari hanno infiltrato la protesta che era partita pacificamente mettendo a ferro e fuoco l'area che va da via Santa Lucia fino al lungomare.

L'ipotesi dei gruppi Ultras 

Secondo le prime informazioni raccolte dall'intelligence delle forze dell'ordine all'interno della protesta si sarebbero infiltrati dei gruppi ultras. In particolare sono stati notati soggetti legati ai gruppi delle frange più estreme del tifo al San Paolo. Gli investigatori vogliono capire se siano stati loro a dare il via alle azioni violente. Tra le migliaia di persone scese in piazza per protestare sono confluiti anche personaggi già noti alle forze dell'ordine e con precedenti penali di vario genere. Addirittura Roberto Fiore di Forza Nuova ha rivendicato la presenza della formazione di estrema destra all'interno della protesta così come stati notati altri personaggi della stessa area politica. Al momento non si hanno riscontri certi rispetto a eventuali azioni ma gran parte delle immagini della serata sono già a disposizione degli investigatori.

Proteste contro il coprifuoco (Foto De Cristofaro)

Le violenze 

L'utilizzo di oggetti contundenti, ordigni esplosivi e fumogeni allontana nettamente la frangia di violenti dalla protesta spontanea che era nata con un tam-tam sui social dopo l'annuncio del governatore Vincenzo De Luca di un imminente nuovo lockdown della durata di almeno un mese. L'infiltrazione di questi soggetti ha fatto registrare una protesta di segno completamente opposto rispetto a quella che si era tenuta la sera precedente sempre sotto Palazzo Santa Lucia. Le immagini delle violenze hanno fatto il giro dell'Italia incontrando la forte stigmatizzazione di migliaia di cittadini napoletani che si sono dissociati da questo modo di protestare così come molti commercianti scesi in piazza hanno fatto ieri sera stessa direttamente sul posto.

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