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Whirlpool, la protesta si fa dura: "Da ora non garantiamo ordine pubblico"

Si inasprisce la lotta dei 430 lavoratori dello stabilimento di Napoli, licenziati il 31 maggio scorso. Gli operai hanno bloccato per alcune ore l'autostrada Napoli-Salerno. E' la risposta all'annuncio dell'azienda della cessione della fabbrica

 

"Per noi la vertenza comincia oggi. La protesta non sarà più pacifica come è stata fino ad ora, da oggi non garantiamo più l'ordine pubblico". Da via Argine il messaggio arriva forte e chiaro, direzione Roma: i lavoratori della Whirlpool non accetteranno la cessione dello stabilimento napoletano all'investitore svizzero, così come annunciato dall'azienda ai rappresentanti del Ministero per lo Sviluppo economico. La cessione dovrebbe avvenire a favore di un marchio svizzero che si occuperebbe di produrre sistemi di refrigerazione, ma in fabbrica nessuno si fida.

Questa mattina, gli operai si sono riuniti in assemblea sindacali, con i rappresentanti locali e nazionali delle principali sigle. All'ordine del giorno, le modalità con cui proseguire una lotta cominciata il 31 maggio con l'occupazione della fabbrica. Non sono mancati momenti di tensione tra i lavoratori, soprattutto perché il presidio dell'area è pesato su un numero esiguo di persone. 

Al termine dell'incontro, almeno in 300 si sono mossi in corteo e hanno fatto ingresso sull'A3 Napoli-Salerno, bloccando entrambi i sensi di marcia e giungendo fino al casello di Napoli. Il blocco è durato fino alle 15, alcuni dipendenti hanno accusato malori, tanto da rendere necessario l'intervento dei sanitari. 

"Siamo delusi, ci sentiamo traditi - afferma un operaio - ma finché c'è una speranza noi non ci fermeremo. Quello che ci vogliono fare con la vendita è un pacco. Non ci fidiamo di questo imprenditore svizzero". Raffaele Romano, delegato Fiom-Cgil per la Whirlpool di Napoli, rincara la dose: "Aspettiamo l'incontro tra Governo e azienda di venerdì prossimo (20 settembre, ndr) che sarà decisivo. Ma da oggi, comincia la vera protesta in tutta Italia. Non ci fermeremo e non garantiremo l'ordine pubblico". 

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