Cronaca

"Niente stipendio": monta la protesta al termovalorizzatore di Acerra

I lavoratori dei consorzi di bacino dei rifiuti non percepiscono soldi da 11 mesi. "Siamo allo stremo". Un uomo si è steso sotto un camion di rifiuti diretto all'impianto: "Sono disperato"

Termovalorizzatore (foto Ansa)

Le vie di accesso al termovalorizzatore di Acerra sono state bloccate dai lavoratori dei consorzi di bacino dei rifiuti. Da undici mesi, sottolineano, non percepiscono lo stipendio e sono ''ormai allo stremo''.

La protesta di questa mattina è scattata ''dopo aver appreso che l'incontro previsto a Roma per mercoledì prossimo per un tavolo interistituzionale presso il ministero dell'Ambiente, finalizzato alla salvaguardia occupazionale del personale nonché al reperimento dei fondi per la copertura finanziaria, è stato rinviato a data da destinarsi''.

IL PRESIDIO - Sit in nei pressi dei cancelli d'ingresso dell'impianto. Dalle forze dell'ordine sono arrivate ripetute richieste di porre fine alla protesta. I manifestanti chiedono di essere pagati per il lavoro svolto. ''Siamo disperati e disposti a tutto, non siamo delinquenti, vogliamo quanto ci é dovuto'', urlano.

MANIFESTANTE STESSO SOTTO AD UN CAMION - Uno dei lavoratori del consorzio di bacino che da stamattina protestano davanti all'inceneritore di Acerra contro il mancato pagamento di 13 mensilità, si è steso sotto un camion di rifiuti diretto all'impianto. L'uomo si dice 'disperato', e sostiene di non voler uscire da sotto al camion dove si é infilato dopo che le forze dell'ordine erano riuscite a creare un varco tra i manifestanti consentendo l'accesso ad alcuni mezzi tra non poche tensioni. Sono, invece, ancora sul tetto altri sette lavoratori del consorzio, che erano riusciti ad entrare nella struttura per l'incenerimento dei rifiuti.

LE ATTIVITA' NON SI FERMANO - Le attività del termovalorizzatore stanno proseguendo nonostante la protesta dei lavoratori del consorzio di bacino, che stanno bloccando i camion carichi di rifiuti diretti all'impianto. Secondo quanto riferiscono fonti interne, la protesta potrebbe creare disagi all'impianto di stir, cioè di tritovagliatura e imballaggio dei rifiuti, e di conseguenza, se la manifestazione dovesse andare avanti, anche alla raccolta rifiuti per gran parte dei comuni della provincia e di Napoli stessa. Intanto un altro lavoratore del consorzio di bacino, è riuscito a scavalcare i cancelli di recinzione e a raggiungere i sei colleghi che sono su un tetto ed una torretta dell'impianto e minacciano di lanciarsi nel vuoto. ''Dobbiamo ancora ricevere i salari relativi a parte del 2012 - dicono i colleghi fermi ai cancelli - ma le bollette continuano ad arrivare. Ci stanno facendo perdere la nostra dignità di uomini e padri a 60 anni''. (Ansa)


 

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